Valenza, lettere d’amore e commozione sincera
Raccontata a teatro la storia di Piero Menada e Lola Taddei: grande successo per Pivetti e il suo staff
VALENZA – Valenza si ricorderà per un po’ di questa serata.
La ricorderanno le autorità, gli alpini, gli amici degli attori. Quelli che sono venuti al Teatro Sociale “perché me l’ha chiesto Pivetti”. Quelli che sapevano che il Pivetti in questione (che si chiama Gianluca e da trent’anni si diletta come attore e regista) è da mesi e mesi che lavorava per mettere in scena quel che è stato. E cioè un successo.
Le lettere di Piero e Lola
Con la coautrice Barbara Ferrando, ha presentato ‘Le mie lettere d’amore’, ovvero la storia di Piero Menada e Lola Taddei, due valenzani divisi dal destino chiamato Campagna di Russia.
Lui che va, lei che lo attende. Lui che muore e non fa ritorno. Lei che si risposa ma che, col marito, va là dove è morto per recuperarne il corpo. Si deve accontentare di rincasare con un po’ di terra, da mettere in un’urna al cimitero di Valenza, accanto a una lapide a ricordi.
Una storia da raccontare
Poche righe servono a sintetizzare la storia, ma non danno l’idea delle emozioni che si sono accavallate in un Teatro Sociale che ha ospitato alpini, esponenti dell’associazione dei reduci, ma anche Carlo Dabene, che ha indotto Pivetti a scrivere la storia partendo dalle lettere d’amore trovate quasi per caso.
Accanto a lui, in platea, Andrea Abbiati, che accompagnò Lola in Russia, e, più in là, la signora Serenella, figlia di Lola, colei che quelle lettere consegnò affinché se ne facesse pièce.
E’ stato un 27 gennaio particolare e istruttivo.