Coldiretti a Torino: «Carne agli ormoni e riso ai pesticidi, l’Ue aumenti i controlli»
Economia
31 Gennaio 2026
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18:14 Logo Newsguard
Agricoltura

Coldiretti a Torino: «Carne agli ormoni e riso ai pesticidi, l’Ue aumenti i controlli»

Mobilitazione di 6mila agricoltori da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta: nel 2024 le importazioni agroalimentari extra Ue in Piemonte hanno toccato 2,8 miliardi di euro. L'associazione chiede reciprocità, trasparenza e più controlli per difendere salute e redditi agricoli

TORINO – Dalla carne congelata con ormoni al riso coltivato con pesticidi vietati, passando per prodotti che entrano nel mercato europeo senza adeguate garanzie sanitarie e ambientali. È l’allarme lanciato da Coldiretti durante la grande mobilitazione che ha portato a Torino 6mila agricoltori provenienti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

L’obiettivo è chiaro: potenziare i controlli sui prodotti alimentari extra Ue e garantire al consumatore una piena trasparenza sull’origine. Introducendo l’etichettatura obbligatoria europea e abolendo il codice doganale dell’ultima trasformazione, che oggi consente di far risultare “italiano” ciò che italiano non è. Secondo Coldiretti, “l’attuale sistema favorisce una concorrenza sleale. Penalizzando le imprese agricole europee e mettendo a rischio la sicurezza alimentare, in un contesto di scelte comunitarie giudicate troppo permissive”.

Eccellenze piemontesi a confronto con i prodotti esteri

Nel corso della manifestazione è stata allestita una tavola simbolica che ha messo a confronto alcune eccellenze piemontesi e italiane, come il riso Carnaroli e la carne di razza piemontese, con prodotti stranieri che entrano in Europa senza controlli equivalenti. Spesso trattati con sostanze vietate nell’Ue.

Sul fronte della carne bovina, nel 2024 sono arrivati in Italia 377 milioni di chili dall’estero, di cui 32 milioni di chili congelati. Nel 2025 l’import complessivo è cresciuto del 3%, ma la carne congelata ha registrato un +30%. Con forti preoccupazioni legate all’uso, in Paesi extra Ue, di antibiotici e promotori della crescita, oltre alle carenze nei controlli sugli ormoni vietati in Europa.

Analoga la situazione del riso. Nel 2024 ne sono stati importati 300 milioni di chili, per quasi tre quarti dall’Asia, con un ulteriore +9% nei primi dieci mesi del 2025. In riso proveniente da India e Paraguay sono state riscontrate sostanze proibite nell’Unione Europea.

Importazioni in crescita e dumping agricolo

A preoccupare Coldiretti è anche il regime di dazio zero, che riguarda circa il 60% del riso importato. Dal 2009, grazie al regime Eba “Everything but arms”, le importazioni sono passate da 9 a quasi 50 milioni di chili. Alimentando fenomeni di dumping legati all’uso di pesticidi vietati e al sospetto sfruttamento del lavoro minorile.

«Il valore delle importazioni da Paesi extra Ue ha raggiunto in Piemonte 2,8 miliardi di euro nel 2024. Nei primi nove mesi del 2025 abbiamo registrato un incremento del 30%», sottolineano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

«Per questo – aggiungono – chiediamo l’applicazione del principio di reciprocità. Gli stessi standard europei di sicurezza e sostenibilità devono valere per tutti, indipendentemente dal Paese di origine. Servono più controlli e l’assegnazione all’Italia, e a Roma, della sede dell’Authority doganale europea».

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