Cantalupo Ligure ricorda Poletaev: un appello alla pace e alla memoria condivisa
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2 Febbraio 2026
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Commemorazione

Cantalupo Ligure ricorda Poletaev: un appello alla pace e alla memoria condivisa

Ritrovo domenica 1° febbraio a Cantalupo Ligure in memoria di Feodor Poletaev, partigiano e soldato dell’Armata Rossa caduto nel 1945. Un momento di riflessione collettiva su Resistenza, pace e valori costituzionali

CANTALUPO LIGURE – Si è svolta nella mattinata di domenica 1° febbraio, a Cantalupo Ligure, la tradizionale celebrazione in memoria di Feodor (Fëdor) Poletaev. Il partigiano e soldato dell’Armata Rossa, caduto in Val Borbera il 2 febbraio 1945. Poletaev fu insignito della Medaglia d’oro al Valor Militare della Repubblica Italiana e della Medaglia d’oro dell’Urss. Simbolo di un sacrificio che unisce popoli e storie diverse nella lotta contro il nazifascismo.

La cerimonia, molto partecipata e favorita da una limpida giornata di sole, è diventata negli anni un appuntamento ricorrente della memoria condivisa, quasi un simbolo visivo di questo momento collettivo. A introdurre gli interventi è stata Mara Scagni, presidentessa dell’associazione Ryalge.

Il ricordo istituzionale e internazionale

Ad aprire gli interventi è stata Maria Vedrinskaya, Console della Federazione Russa a Genova. Che ha portato i saluti del Consolato ringraziando il pubblico, le autorità presenti e la Provincia di Alessandria, intervenuta con il gonfalone insignito di Medaglia d’oro per la Resistenza.

Nel ricordare l’81° anniversario della vittoria sul nazifascismo e della battaglia di Cantalupo, la Console ha sottolineato il valore universale del sacrificio di Poletaev. Caduto per la libertà del popolo russo e di quello italiano, richiamando il significato profondo della sua doppia onorificenza. Un passaggio è stato dedicato anche alle difficoltà, in alcune aree dell’Europa orientale, nel mantenere viva la memoria storica. Ribadendo l’importanza di una “diplomazia dal basso”, fondata sulla partecipazione popolare e sulla condivisione dei valori antifascisti.

La Resistenza come fondamento costituzionale

Il consigliere provinciale Giacomo Perocchio ha ripercorso la vicenda umana e partigiana di Poletaev, soldato dell’Armata Rossa divenuto combattente della Resistenza tra Liguria e Piemonte. Ricordando la fame, il freddo e il prezzo altissimo pagato dal popolo sovietico nella lotta contro il nazifascismo.

“Cantalupo Ligure – ha sottolineato – resta una pagina viva di una storia comune, che trova nella Resistenza uno dei fondamenti della Costituzione repubblicana“. Perocchio ha infine richiamato “un monito forte: l’indifferenza è il primo alleato della violenza“.

Un messaggio ripreso anche dal presidente provinciale Anpi Roberto Rossi. Che ha collegato la memoria davanti al monumento a un richiamo esplicito all’articolo 11 della Costituzione. Sottolineando “il rifiuto della guerra come strumento di risoluzione delle controversie tra Stati. In un mondo segnato da conflitti e stragi di civili – ha affermato – la pace va difesa come bene assoluto, non come semplice pausa tra una guerra e l’altra”.

Memoria, antifascismo e impegno quotidiano

L’intervento di Giovanni “Ivan” Curato, presidente onorario Anpi Val Borbera, ha posto l’accento sulle “forme contemporanee del fascismo. Meno evidenti ma non meno pericolose, capaci di insinuarsi nel linguaggio e nella cultura attraverso la costruzione del nemico. Per questo la memoria da sola non basta: serve un impegno quotidiano e consapevole”.

Lo storico Davide Rossi del Centro studi “Anna Seghers” ha infine richiamato “la dimensione internazionale della lotta antifascista”. Sottolineando il “carattere profondamente antifascista del popolo russo e la coralità mondiale del secondo conflitto mondiale, spesso offuscata da semplificazioni e ignoranza storica”.

Il momento più toccante della cerimonia

Particolarmente emozionante è stata la lettura di una pagina di diario che racconta i fatti del 2 febbraio 1945 in Val Borbera. Restituendo con parole semplici e drammatiche l’orrore della battaglia e l’agonia del “povero russo” ferito sulla neve, immagine potente e simbolica del sacrificio di Poletaev.

Alla commemorazione hanno preso parte, tra gli altri, Rocco Muliere, sindaco di Novi Ligure, il sindaco di Vignole Borbera, numerose sezioni Anpi della provincia e della Liguria, rappresentanti dell’ISRAL e dell’Associazione Memoria della Benedicta.

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