Nocciole e olio d’oliva sotto attacco, Coldiretti Alessandria: “Regole chiare”
Solo il 3% dei prodotti alimentari extra Ue viene controllato alle frontiere. Allarme su nocciole e olio extravergine d’oliva, simboli del Made in Italy messi sotto pressione da importazioni e pratiche sleali che alterano il mercato
ALESSANDRIA – Nocciole e olio d’oliva sono diventati il simbolo di una battaglia più ampia per la tutela del Made in Italy, che riguarda chi coltiva e chi consuma. Coldiretti Alessandria chiede un cambio di passo deciso per contrastare un sistema che consente a prodotti stranieri di entrare sul mercato europeo con controlli minimi. E di essere “italianizzati” attraverso trasformazioni marginali.
Oggi, sottolinea l’organizzazione agricola, “solo il 3% dei prodotti alimentari extra Ue è sottoposto a controlli”. Per questo Coldiretti rilancia tre richieste centrali: più controlli alle frontiere, obbligo di indicazione dell’origine su tutti gli alimenti in commercio nell’Unione Europea e cancellazione della norma dell’ultima trasformazione sostanziale del codice doganale. Che consente di spacciare come italiani prodotti esteri con interventi minimi.
Nocciole “magicamente” Made in Italy
L’obbligo di indicazione dell’origine per le nocciole sgusciate, entrato in vigore lo scorso anno grazie all’azione di Coldiretti, rappresenta un primo passo verso la trasparenza. Restano però ampie zone d’ombra per le nocciole utilizzate come ingrediente nei prodotti trasformati. Il problema si inserisce in una campagna disastrosa per la produzione nazionale. Con una riduzione del raccolto che in alcune aree, come l’Alessandrino, ha superato l’80%. Un crollo che ha favorito un forte aumento delle importazioni.
Nei primi dieci mesi del 2025 sono arrivati in Italia oltre 81 milioni di chili di nocciole straniere Circa la metà provenienti dalla Turchia, Paese spesso sotto osservazione per la presenza di aflatossine e per il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori. In questo contesto, Coldiretti chiede controlli più stringenti per evitare che nocciole importate diventino “italiane” solo sulla carta.
L’attacco all’olio extravergine d’oliva
Le stesse dinamiche colpiscono un’altra eccellenza strategica del Paese: l’olio extravergine d’oliva. Nel 2025 oltre mezzo miliardo di chili di olio d’oliva hanno attraversato le frontiere italiane, esercitando una forte pressione al ribasso sui prezzi dell’extravergine nazionale.
Secondo Coldiretti, “questo flusso alimenta inganni ai danni dei consumatori e favorisce un mercato opaco in cui prosperano trafficanti di olio e pratiche illegali”. Emblematico il caso dell’olio tunisino, i cui arrivi sono aumentati del 40% nei primi dieci mesi del 2025, con un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo.
Una concorrenza che penalizza chi produce qualità. E che, in alcuni casi, trova sponda anche in una parte dell’industria, più interessata ad approvvigionarsi di prodotto estero a basso costo che a valorizzare l’eccellenza nazionale.
La denuncia di Coldiretti Alessandria
“Un dumping che scarica sull’anello più debole della filiera, gli agricoltori, il peso di una concorrenza sleale – afferma il presidente provinciale di Coldiretti Alessandria Mauro Bianco –. Costringendoli spesso a vendere al di sotto dei costi di produzione”. Un discorso che, sottolinea Bianco, non riguarda solo nocciole e olio, ma può essere esteso a molti simboli del vero Made in Italy in tavola. “L’invasione di prodotto straniero esercita una pressione sistematica al ribasso sulle quotazioni. Inoltre, altera il mercato e mina la sostenibilità economica delle aziende agricole italiane”.
“L’attacco alle nocciole e all’olio Made in Italy – aggiunge il direttore di Coldiretti Alessandria Roberto Bianco – accende i riflettori su truffe e sofisticazioni che danneggiano imprese e cittadini”. Dagli arrivi incontrollati di prodotto extra Ue alle frodi più gravi, come l’olio di semi colorato con clorofilla e venduto come extravergine, emergono casi di illegalità che richiedono un rafforzamento immediato dei controlli.