Comuni montani, la Regione rassicura: sostegno anche ai territori esclusi
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Politica
8 Febbraio 2026
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Il caso

Comuni montani, la Regione rassicura: sostegno anche ai territori esclusi

Dopo il riordino nazionale, la Regione al lavoro per non penalizzare aree fragili come quelle dell’Alessandrino. Gallo e Bussalino: «Risorse anche ai Comuni esclusi»

TORINO – La Regione Piemonte annuncia un percorso di attenzione e sostegno anche verso quei Comuni montani che rischiano di essere esclusi dall’elenco ufficiale previsto dalla legge sulla montagna. Un tema che riguarda da vicino anche la provincia di Alessandria. Dove diversi territori presentano caratteristiche di fragilità e specificità montana, pur rischiando di perdere il riconoscimento formale.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è garantire continuità alle politiche di sviluppo. Evitando così che la revisione dei criteri si traduca in una riduzione delle opportunità per le comunità locali.

L’emendamento Molinari e il ruolo delle Regioni


In questo quadro si inserisce l’emendamento presentato dall’onorevole Riccardo Molinari alla legge sulla montagna. Che introduce una novità rilevante: la possibilità per le Regioni di esercitare un ruolo attivo e autonomo nella gestione delle risorse.

Grazie a questa modifica normativa, le Regioni non saranno vincolate esclusivamente all’elenco nazionale. Ma potranno adottare un approccio più flessibile, calibrato sulle reali condizioni dei territori.

«Grazie a questa modifica normativa, le Regioni potranno destinare fondi anche ai comuni montani esclusi dalla nuova classificazione. Valorizzando un approccio aderente alle reali esigenze dei territori» dichiarano l’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo e l’assessore regionale agli Enti locali Enrico Bussalino.

«I comuni montani rappresentano una parte fondamentale dell’identità e dell’equilibrio del Piemonte e meritano politiche attente, concrete e coerenti con le loro reali necessità», aggiungono.

Nuovi criteri, ma senza penalizzare l’Alessandrino


La legge nazionale che ridefinisce il riconoscimento delle zone montane introduce criteri più chiari ed equi per l’assegnazione delle risorse. Obiettivo, superare distorsioni del passato che avevano portato a finanziare anche Comuni privi di oggettive caratteristiche di montanità.

Per il triennio 2025–2027 sono previsti stanziamenti pari a 200 milioni di euro all’anno, destinati allo sviluppo delle aree realmente montane. Allo stesso tempo, però, la Regione intende evitare che territori come quelli dell’Appennino alessandrino, della Val Borbera e dell’Acquese vengano penalizzati da una lettura troppo rigida dei parametri.

Autonomia sul FOSMIT e tutele confermate


Un ulteriore elemento rilevante riguarda il FOSMIT – Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. La normativa prevede che la quota regionale del Fondo possa essere gestita in autonomia dalle Regioni, consentendo interventi più mirati e coerenti con le esigenze locali.

La Regione Piemonte chiarisce inoltre un punto centrale per cittadini e imprese agricole:. La nuova classificazione non incide sulle misure della PAC (Politica Agricola Comune) né sulle esenzioni IMU per i terreni agricoli nei Comuni montani. Garantendo così la continuità delle principali tutele economiche già esistenti.

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