Alessandria: ex Mensa Guala alla Casa delle Donne, il centrodestra chiede revoca in autotutela
La Casa delle Donne di via San Giovanni Bosco
Politica
9 Febbraio 2026
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Il caso

Alessandria: ex Mensa Guala alla Casa delle Donne, il centrodestra chiede revoca in autotutela

Depositate segnalazioni a Segretario generale, Revisori e Corte dei Conti. “Non è un patto, ma una concessione mascherata: il Consiglio comunale deve decidere”

ALESSANDRIA – I gruppi di centrodestra del Comune di Alessandria alzano il livello dello scontro politico e istituzionale sull’assegnazione dell’ex Mensa Guala di via San Giovanni Bosco 28 al progetto denominato “Casa delle Donne”. Nella giornata odierna, dieci consiglieri comunali hanno depositato una formale richiesta di verifica della legittimità degli atti e di attivazione dei poteri di autotutela. Chiedendo anche una possibile revoca del provvedimento.

La segnalazione è stata indirizzata al Segretario Generale, al Presidente del Consiglio comunale, al Collegio dei Revisori dei Conti e, per le valutazioni di competenza, alla Procura della Corte dei Conti. Al centro dell’iniziativa c’è l’iter amministrativo che ha portato all’assegnazione dell’immobile comunale attraverso un “patto per la cura dei beni comuni”.

“Una concessione di fatto, non un semplice patto”

Secondo i firmatari, la configurazione dell’accordo presenta “caratteristiche che lo rendono assimilabile a una concessione pluriennale. Una durata di nove anni, con possibilità di estensione fino a diciotto, su un immobile di valore rilevante del patrimonio comunale”.

Nel documento viene ricostruita la sequenza degli atti amministrativi intervenuti nell’autunno 2025 e viene chiesto di verificare la coerenza dell’iter, l’adeguatezza delle istruttorie e, soprattutto, il rispetto delle competenze degli organi comunali. In particolare, il centrodestra contesta che “un’operazione con effetti patrimoniali ed economici di lungo periodo sia stata gestita senza un passaggio deliberativo esplicito in Consiglio comunale”.

Locci (FdI): “Il Consiglio deve esercitare le sue prerogative”

«Qui non si sta discutendo di appartenenze politiche, ma di regole istituzionali e di tutela del patrimonio pubblico», afferma Emanuele Locci, presidente del gruppo Fratelli d’Italia. «Quando si incide sul patrimonio dell’Ente e si determinano effetti pluriennali, il Consiglio comunale, ai sensi dell’articolo 42 del Tuel, deve essere messo nelle condizioni di esercitare le proprie prerogative».

Tra i punti segnalati figura anche la riclassificazione dell’immobile da patrimonio “disponibile” a “indisponibile”. Passaggio che, secondo Locci, “necessita di un accertamento puntuale sulle competenze e sulle motivazioni”. Altro nodo centrale riguarda “i costi potenziali per la collettività: utenze, manutenzioni ordinarie e straordinarie, eventuali scomputi per migliorie e mancato introito per il Comune. Senza dimenticare le attività politiche, economiche e di somministrazione alimentare previste dall’accordo deliberato dalla Giunta Abonante. Che risultano in contrasto con lo strumento del patto per i beni comuni, utilizzato per mascherare quella che è di fatto una concessione”.

Roggero (Lega): “Quanto costa e chi paga?”

«Il tema è semplice: quanto costa e chi paga», sottolinea Mattia Roggero, capogruppo della Lega. «E lo dico anche alla luce del clima intollerabile visto in Consiglio comunale, dove insulti e bagarre non possono diventare una cortina fumogena».

Roggero introduce anche un profilo politico-istituzionale. «Oggi emerge un fatto di estrema gravità. Realtà riconducibili al progetto della Casa delle Donne rivendicano il tentativo di assalto alla stazione ferroviaria di Alessandria durante la manifestazione del 2 ottobre 2025. Un soggetto che beneficia di spazi comunali non può essere, allo stesso tempo, un soggetto politico che rivendica azioni di forza contro infrastrutture pubbliche. Questa è un’evidente incompatibilità istituzionale».

Commissione Controllo di Gestione convocata

La vicenda approderà anche in sede consiliare. «Per garantire trasparenza e verifica puntuale – annuncia Vincenzo Demarte (Forza Italia) – la discussione è stata inserita all’ordine del giorno della Commissione consiliare permanente per il Controllo di Gestione. Convocata per lunedì 16 febbraio 2026 alle ore 9». Secondo Demarte, si tratta di un passaggio doveroso. «Servono atti, istruttorie, pareri, stime e responsabilità chiare. I cittadini hanno diritto di sapere quali vincoli e impegni economici pluriennali siano stati assunti».

Sui toni del confronto interviene Luigi Sfienti (Per Alessandria). «Quando in aula si arriva a tensioni e insulti è il segno che qualcosa non sta funzionando. Ma proprio per questo la politica deve tornare ai fatti: qui si parla di un immobile pubblico, di durata, di costi e di regole. Occorre fare chiarezza completa, senza slogan».

Il centrodestra annuncia infine che, dopo la Commissione Controllo di Gestione, saranno presentati ulteriori atti di sindacato ispettivo e di indirizzo. Obiettivo, ottenere risposte pubbliche e puntuali su legittimità dell’iter, sostenibilità economica, controlli e rispetto delle prerogative del Consiglio comunale.

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