Alessandria, FdI e Lega alla Casa delle Donne: “Vergognoso strumentalizzare un femminicidio”
I capigruppo Locci e Roggero tornano sull’assegnazione dell’immobile comunale: "Qui si parla di trasparenza, patrimonio pubblico e rispetto delle regole"
ALESSANDRIA – È «vergognoso strumentalizzare un femminicidio – e quindi una vittima e il dolore di una comunità – per trasformare una questione di atti amministrativi, patrimonio pubblico e soldi dei contribuenti in un ricatto morale contro chi chiede trasparenza». Con queste parole Emanuele Locci (Fratelli d’Italia) e Mattia Roggero (Lega) intervengono nuovamente nel dibattito sull’assegnazione dell’ex Mensa Guala alla Casa delle Donne.
I due capigruppo sottolineano che «davanti a una tragedia non esistono bandiere. Esistono rispetto, cordoglio e la necessità di rafforzare prevenzione e protezione». Ma rivendicano una distinzione «netta» tra il tema della violenza di genere e quello degli atti amministrativi. «Ad Alessandria esiste già un centro antiviolenza riconosciuto e accreditato, gestito da Medea, che svolge un lavoro serio e fondamentale nel contrasto alla violenza di genere. Quel lavoro va sostenuto senza ambiguità», affermano.
Il nodo dell’immobile comunale
Secondo Roggero e Locci, la questione sollevata dal centrodestra riguarda esclusivamente “la legittimità dell’iter e la sostenibilità economica dell’assegnazione dell’immobile comunale. Chiedere legalità e trasparenza non è un’opinione: è un dovere, soprattutto quando si parla di patrimonio pubblico”.
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Nel dettaglio, i consiglieri evidenziano tre punti: la messa a disposizione dell’immobile per 9 anni, con possibilità di arrivare fino a 18; il quadro di utenze e manutenzioni che, a loro avviso, resterebbe a carico del Comune; un percorso amministrativo che «per durata e impatto assomiglia a una concessione pluriennale di fatto» senza un passaggio politico «chiaro e trasparente» in Consiglio comunale.
«Se si rivendica apertamente di fare politica – aggiungono – allora è ancora più evidente che non si può pretendere di utilizzare un bene pubblico come se fosse neutro. Chiedendo contemporaneamente che i cittadini paghino e che nessuno faccia domande».
Il riferimento alle mobilitazioni del 2 ottobre
Nel comunicato i capigruppo richiamano anche la manifestazione pro Palestina del 2 ottobre 2025 ad Alessandria. Durante la quale – ricordano – «risultano 17 denunce per resistenza e lesioni. Non si può fare la morale agli altri e poi rivendicare assalti ai cordoni della Polizia, mentre si pretende gratis un immobile pubblico e costi a carico dei cittadini», affermano.
Roggero e Locci concludono ribadendo «massimo rispetto per le vittime e per chi lavora seriamente sul contrasto alla violenza». Ma anche «tolleranza zero verso chi usa tragedie per zittire il controllo su atti, competenze e soldi pubblici. La segnalazione depositata chiede una cosa che dovrebbe stare a cuore a chiunque. Regole uguali per tutti e trasparenza totale quando si parla di patrimonio comunale e spese a carico dell’intera comunità», concludono.