Digital Twin e simulazione: la nuova frontiera strategica
C’era una volta il videogioco. Oggi, quelle stesse tecnologie animano repliche virtuali di fabbriche, città, reti energetiche e perfino organi umani
Nel corso degli anni Sessanta la corsa allo spazio entrò nella sua fase più intensa e la simulazione divenne uno strumento decisivo. Con il completamento, nel 1965, del Lunar Landing Research Facility, la NASA dimostrò come l’addestramento immersivo, pur privo di rischi, potesse incidere direttamente sul successo operativo delle missioni lunari. Da allora la simulazione si è progressivamente affermata come tecnologia trasversale, utilizzata in ambiti che vanno dalla manifattura alla medicina, dall’industria aerospaziale alla pianificazione urbana e militare.
Il passaggio dalla simulazione analogica a quella digitale, reso possibile dall’evoluzione dell’informatica, ha ampliato enormemente la capacità di analizzare variabili complesse, riducendo costi e tempi. Oggi la simulazione digitale rappresenta un asset strategico di primo livello, capace di conferire vantaggi competitivi non solo commerciali ma anche geopolitici. Questa traiettoria ha condotto allo sviluppo dei digital twin: repliche virtuali costantemente aggiornate tramite flussi di dati in tempo reale, in grado di monitorare, ottimizzare e prevedere il comportamento di sistemi fisici complessi.
I digital twin si fondano su un ecosistema tecnologico avanzato, che include motori grafici derivati dall’industria videoludica, physics engine, intelligenze artificiali, reti IoT, cloud ed edge computing, nonché interfacce immersive AR/VR/XR. Il confine tra intrattenimento e simulazione professionale si è progressivamente dissolto, consentendo l’adozione di piattaforme nate per il gaming in settori strategici come difesa, energia, sanità e infrastrutture. A differenza dei simulatori tradizionali, il digital twin mantiene un legame continuo con il sistema reale, permettendo di testare scenari “what-if”, prevenire guasti e ottimizzare processi senza intervenire direttamente sull’infrastruttura fisica.
In ambito industriale e infrastrutturale, l’utilizzo dei digital twin ha già prodotto risultati concreti, riducendo tempi di sviluppo e migliorando l’efficienza operativa. Applicazioni analoghe emergono nella sanità, nella gestione portuale e nella pianificazione ambientale, fino a progetti di scala planetaria come la modellazione digitale dei sistemi climatici e delle reti energetiche. In questo contesto, la simulazione digitale si configura come una vera leva di potere, capace di incidere sulle capacità decisionali degli Stati.
Gli Stati Uniti occupano una posizione dominante lungo l’intera filiera tecnologica dei digital twin, controllando hardware, software, cloud, intelligenza artificiale e motori grafici. Questa supremazia consente di dettare standard, vincolare l’accesso alle tecnologie tramite licenze e trasformare la simulazione in uno strumento di influenza geopolitica. La Cina, pur avendo compiuto notevoli progressi grazie a un approccio centralizzato e a massicci investimenti, resta strutturalmente dipendente da tecnologie chiave statunitensi, in particolare per quanto riguarda i motori grafici avanzati.
L’Italia non rientra tra i leader globali, ma dispone di competenze verticali di rilievo in settori specifici. Aerospazio, difesa, manifattura avanzata, energia e sanità rappresentano ambiti in cui imprese, università e centri di ricerca applicano con successo i digital twin. Tuttavia, l’assenza di una strategia nazionale unificata, di una piattaforma cloud sovrana e di un motore grafico proprietario limita la capacità del Paese di scalare queste eccellenze.
Una condizione simile caratterizza anche gli altri principali Paesi europei, che pur sviluppando digital twin per infrastrutture critiche e settori sensibili, restano dipendenti da tecnologie di base extraeuropee. Ne emerge un paradosso strategico: la simulazione digitale è ormai una forma di potere, ma senza piattaforme autonome e interoperabili l’Europa, e l’Italia in particolare, rischiano di restare utenti avanzati di sistemi controllati da altri, più che attori sovrani di questa nuova dimensione del confronto geopolitico.
Enrico Arcangelo Stanziale
Enrico Arcangelo Stanziale: è laureato con lode in Scienze Storiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e ha frequentato il corso di geopolitica e governo “Le chiavi del mondo” della Scuola di Limes. Cofondatore di Itineraria A.I., appassionato da sempre di storia e geopolitica, è consulente storico e analista, con un interesse trasversale per i grandi mutamenti politici, economici e culturali che plasmano il mondo contemporaneo. Attraverso itinerariaonline.it condivide riflessioni, analisi e approfondimenti pensati per offrire strumenti di comprensione critica della realtà internazionale.