Salumificio Barabino di Tortona porta i libri in tribunale: 11 lavoratori senza futuro
Barabino, crisi profonda
Economia
12 Febbraio 2026
ore
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La crisi

Salumificio Barabino di Tortona porta i libri in tribunale: 11 lavoratori senza futuro

La storica azienda alimentare nata nel 1885 chiude dopo anni di difficoltà economiche. La denuncia della Cgil: “Un’eccellenza del territorio lasciata sola”

TORTONA – Mentre la cucina italiana è celebrata come patrimonio Unesco, a Tortona si consuma la crisi di una storica realtà del settore alimentare. Il Salumificio Barabino, nato nel 1885 e divenuto negli anni un marchio conosciuto ben oltre i confini del tortonese, ha portato i libri in tribunale a gennaio 2026. Avviando così la procedura fallimentare.

Una notizia che colpisce non solo per il valore storico dell’azienda, ma per le ricadute occupazionali su un territorio già segnato da difficoltà economiche.

Una storia lunga oltre un secolo

L’azienda nasce come allevamento di suini nel 1919 e si trasforma successivamente in salumificio. Affermandosi in tutta Italia grazie a prodotti di qualità e ricette artigianali. Per anni Barabino ha rappresentato un punto di riferimento nel panorama delle eccellenze alimentari piemontesi.

Negli ultimi tempi, però, la situazione economica si è progressivamente aggravata. Il personale, che fino a cinque anni fa contava circa 20 dipendenti, si è ridotto a 11 unità. Le difficoltà nel pagamento regolare degli stipendi – con tre mensilità arretrate – hanno inciso sull’organizzazione del lavoro. Con possibili ripercussioni sulle consegne e sul fatturato. La perdita di clienti della grande distribuzione e la crescente concorrenza hanno ulteriormente indebolito una realtà già fragile.

Undici lavoratori senza prospettive

“Con la decisione della proprietà di cessare l’attività – spiega Marisa Valente, coordinatrice Cgil Tortona – restano ora 11 lavoratori licenziati. Molti dei quali con oltre 15 anni di servizio alle spalle. Oltre agli stipendi arretrati, si apre il nodo del Tfr, che potrà essere recuperato solo con tempi lunghi legati alla procedura fallimentare. La situazione è particolarmente critica per chi ha tra i 50 e i 60 anni. Difficile la ricollocazione nel mercato del lavoro, impossibile l’accesso immediato alla pensione. In assenza di cassa integrazione ordinaria o straordinaria, l’unico sostegno resta la disoccupazione, per un massimo di due anni”.

Non solo: “Non si può non notare – afferma – come la narrazione del Governo sulla valorizzazione della cucina italiana e dei prodotti alimentari stride con un mercato del lavoro in ginocchio. Le piccole imprese, senza adeguati supporti statali, vengono schiacciate dalla concorrenza delle grandi società e dalle dinamiche internazionali».

Secondo la Cgil, “tra i fattori che hanno aggravato la crisi ci sono la concorrenza estera, i dazi e la mancanza di misure strutturali a sostegno delle realtà locali”.

Un appello alla città e alle istituzioni

La chiusura del Salumificio Barabino di Tortona non è soltanto una vicenda aziendale, ma un colpo al tessuto produttivo locale. «Facciamo appello alla città di Tortona e alle istituzioni – conclude Valente –. Perché un marchio così pregiato non venga archiviato tra le scartoffie di un tribunale».

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