“Senza consenso è stupro”: Me.dea scende in piazza ad Alessandria
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15 Febbraio 2026
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Il sit-in

“Senza consenso è stupro”: Me.dea scende in piazza ad Alessandria

Lo striscione a Palazzo Guasco e l’adesione alla mobilitazione permanente: “Il consenso libero e attuale non si tocca”

ALESSANDRIA –  “Senza consenso è stupro”. È il messaggio chiaro e diretto che campeggia su uno striscione appeso alle finestre di Palazzo Guasco, sede del centro antiviolenza Me.dea, affacciato su Piazza della Gambarina. Un messaggio che diventa presa di posizione pubblica contro le modifiche al Ddl Stupri attualmente in discussione.

“Il 15 febbraio 1996 il Parlamento italiano approvava la legge n. 66 – ricordano le aderenti a Me.dea -. Una riforma storica che ha trasformato la violenza sessuale da reato contro la moralità pubblica a delitto contro la persona, riconoscendo finalmente la centralità della vittima e della sua autodeterminazione. Trent’anni dopo, mentre in Italia si contano già sette femminicidi dall’inizio del 2026, tra cui quello della giovane Zoe, 17 anni, avvenuto a pochi passi da Alessandria, il tema torna al centro del dibattito nazionale.

Il nodo del consenso nella nuova formulazione

“Le normative internazionali e la giurisprudenza della Cassazione parlano di consenso libero e attuale. Un principio che il disegno di legge approvato all’unanimità alla Camera aveva recepito. Tuttavia, in Commissione Giustizia al Senato, su proposta della relatrice Sen. Giulia Bongiorno, il testo è stato modificato sostituendo la centralità del consenso con il riferimento alla volontà contraria all’atto sessuale”.

Secondo Me.dea, questa modifica rappresenta “un passo indietro culturale e giuridico. Si rischia di riportare il baricentro sul comportamento della persona offesa – spiegano dal centro –. Chiedendole di dimostrare di aver detto no, di essersi opposta in modo evidente, di aver reagito abbastanza”.

Una visione che, secondo l’associazione, “potrebbe alimentare fenomeni di vittimizzazione secondaria. Costringendo le donne a subire ulteriori pressioni nei percorsi giudiziari.

Me.dea: “La violenza è strutturale, serve consapevolezza”

Per questo motivo, oggi, in occasione del trentesimo anniversario della legge 66/1996, il centro antiviolenza ha aderito alla mobilitazione permanente promossa dalla Rete D.i.Re e da numerose associazioni.

La violenza sessuale è un fenomeno strutturale, fortemente correlato agli stereotipi e ai rapporti di potere che attraversano la società – dichiara Sarah Sclazuero, presidente dell’Aps me.dea –. Non sempre una donna riesce a dire di no. Un atto sessuale subito in situazione di pressione o subordinazione genera paura e impossibilità di reagire in modo esplicito. Per questo il consenso deve restare il punto di partenza”.

Lo striscione esposto a Palazzo Guasco è stato realizzato con il supporto di alcuni tifosi dell’Alessandria Calcio, un gesto che l’associazione ha voluto pubblicamente ringraziare.

Mobilitazione permanente e prossimo presidio

La mobilitazione proseguirà con il presidio del 19 febbraio a Torino, in Piazza Castello alle ore 17.30, promosso dal Centro Antiviolenza SvoltaDonna insieme a Me.dea, Telefono Rosa Piemonte e numerose altre realtà associative e sindacali.

Per Me.dea il messaggio resta uno solo: “Senza consenso è violenza, senza consenso è stupro”. Una posizione netta che richiama la necessità di una presa di coscienza collettiva e di un impegno costante contro ogni forma di violenza di genere.

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