“Le ragioni del Sì”: ad Alessandria incontro pubblico sulla riforma della giustizia
Politica
17 Febbraio 2026
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11:21 Logo Newsguard
L'incontro

“Le ragioni del Sì”: ad Alessandria incontro pubblico sulla riforma della giustizia

Appuntamento mercoledì 18 febbraio alle ore 18 nel Salone ex Taglieria del Pelo. Interventi di Tiziana Maiolo, Giulia Boccassi, Enrico Morando e conclusioni di Giuseppe Benedetto

ALESSANDRIA – Un confronto pubblico per approfondire i contenuti della riforma costituzionale della giustizia e le motivazioni a sostegno del al referendum. L’appuntamento è per mercoledì 18 febbraio alle ore 18, nel Salone ex Taglieria del Pelo, in via Riccardo Wagner 38/D ad Alessandria. L’incontro, dal titolo “Le ragioni del Sì”, sarà moderato dal consigliere comunale FdI,  Fabrizio Priano. A introdurre i lavori sarà Gian Piero Broglia, già membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.

Interverranno Tiziana Maiolo, già Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati; Giulia Boccassi, Vice Presidente dell’Unione Camere Penali Italiane – Comitato per il Sì Camere Penali; Enrico Morando, già Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze. Le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Benedetto, Presidente della Fondazione Luigi Einaudi.

Al centro del dibattito la proposta di inserire in Costituzione la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la terzietà del giudice e la chiarezza dei ruoli nel processo.

Separazione delle carriere e doppio Csm

Secondo i promotori del Sì, “la riforma rappresenta una scelta di civiltà istituzionale, volta a garantire una giustizia più imparziale e credibile. La separazione delle carriere prevederebbe due percorsi distinti per chi accusa e per chi giudica, che si incontrano esclusivamente nel processo. Il nuovo assetto si fonderebbe su un doppio pilastro: due Consigli Superiori, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, entrambi presieduti dal Presidente della Repubblica. Una struttura che, nelle intenzioni dei sostenitori, rafforzerebbe l’autonomia interna dell’ordine giudiziario senza frammentarlo”.

Non solo: “Tra i punti qualificanti della riforma anche l’introduzione del sorteggio entro elenchi qualificati per ridurre il peso delle correnti nella composizione dei Consigli. E l’istituzione di un’Alta Corte autonoma per la giurisdizione disciplinare, composta da quindici giudici con requisiti rigorosi. La riforma interviene inoltre sulla gestione delle carriere. Affidando ai Consigli competenze su assunzioni, trasferimenti, valutazioni di professionalità e conferimenti di funzioni. Con l’obiettivo di rendere più trasparenti e verificabili i criteri di merito”.

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