Caso cloroformio, Asl: «Finestre aperte e non fumate...»
Inquinamento: l'azienda sanitaria provinciale, sollecitata dal Comune di Alessandria, risponde ai quesiti. Previsto un incontro la prossima settimana
ALESSANDRIA – Negli anni 2020 e 2021, le analisi avevano evidenziato cloroformio e altre sostanze nelle cantine di alcune abitazioni vicino al polo chimico di Spinetta. L’anno scorso sono stati eseguiti altri accertamenti per capire quale sia, ad oggi, la situazione.
Caso cloroformio, Asl: «Finestre aperte e non fumate...»
Inquinamento: l'azienda sanitaria provinciale, sollecitata dal Comune di Alessandria, risponde ai quesiti. Previsto un incontro la prossima settimana
Per il cittadino che cerca informazioni sui siti preposti (un report è stato pubblicato sul sito di Arpa Piemonte), stabilire dove e quali siano i valori effettivi, e da dove arrivino queste sostanze, diventa però davvero difficile. Arpa pubblica dati fondamentali per ambiente, ma non sempre sono di facile apprendimento. E non sempre le spiegazioni sono chiare. Informazioni che dovrebbero essere pubbliche e utili diventano così, nei fatti, quasi inutilizzabili da chi non è del mestiere.
Questa modalità di pubblicazione limita la comprensione, riducendo anche la possibilità di un controllo diffuso da parte di chi abita in quei territori. L’accesso a dati ambientali chiari e comprensibili non è infatti un dettaglio tecnico, ma un diritto. Senza strumenti adeguati per interpretarli, i cittadini restano esclusi da decisioni che riguardano direttamente il loro territorio. Al contrario, rendere simili report leggibili e accessibili significa rafforzare la partecipazione e la fiducia nelle istituzioni.
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Parliamo dei risultati dei campionamenti effettuati dai tecnici dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente nelle cantine e nell’aria di Spinetta Marengo. Dove da decenni è insediato un polo chimico. Il report recita così.
«Nel corso del 2025, Arpa Piemonte ha effettuato due campagne di monitoraggio (in periodo primaverile e autunnale) a Spinetta Marengo per la ricerca di composti organici volatili (Cov). Sia in ambienti indoor (dentro le case, ndr) che outdoor (fuori da ambienti chiusi, ndr). Le attività – scrive l’agenzia – sono state svolte presso cinque abitazioni private, sulla base delle disponibilità accordate dai proprietari al Comune di Alessandria. Replicando laddove possibile i punti già considerati nelle precedenti campagne del 2021».
«Le cinque abitazioni oggetto del monitoraggio sono poste a distanze variabili in direzione N-NE (Nord-Nord Est) del Polo chimico (da circa 20 a 750 metri di distanza dai confini stabilimento) e a valle idrogeologica rispetto all’andamento della falda. In ciascuna delle abitazioni considerate – scrive l’Agenzia – sono stati eseguiti prelievi di aria ambiente con due diverse tecniche di campionamento (campionatori passivi e canister) in tre punti di misura. Misure indoor in locali interrati (cantine) e piani fuori terra (ad es. soggiorno); misure outdoor all’esterno dell’abitazione… Per le determinazioni analitiche, sono stati presi in considerazione in particolare i composti con le concentrazioni maggiormente significative nella falda in bonifica. Ovvero cloroformio, tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene, tricloroetilene».
«Nelle tabelle – continua la nota – sono riassunti i risultati del monitoraggio indoor e outdoor condotti con campionatori passivi nei diversi locali delle abitazioni ed esternamente ad esse. L’area prospiciente il polo chimico (distanze da 20-40-140 m) si conferma maggiormente esposta al fenomeno di esalazione dei vapori (vapour intrusion). I dati indoor confermano infatti la presenza dei composti tetracloruro di carbonio, cloroformio, tetracloroetilene e tricloroetilene in concentrazioni superiori campionamenti outdoor. Dal confronto dei risultati misurati nelle diverse abitazioni nelle due campagne, emerge una notevole variabilità delle concentrazioni nel tempo, con differenze significative anche tra abitazioni vicine, che denotano meccanismi complessi di accumulo negli ambienti di vita, talvolta riconducibili a fenomeni di migrazione che possono originare concentrazioni maggiori nei locali fuori terra rispetto a quelli interrati (è il caso dell’abitazione posta a 140 m di distanza dal polo chimico)».
Non solo: «La variabilità delle concentrazioni è tipica dei fenomeni di “vapour intrusion”, poiché numerose sono le variabili che influiscono sul meccanismo di diffusione dei compost volatili (tra cui le condizioni atmosferiche di temperatura e pressione, il livello di soggiacenza della falda e le concentrazioni di inquinanti, le caratteristiche litologiche del terreno, le vie di fuga esistenti e le caratteristiche strutturali dell’edificio). Le misurazioni effettuate nei locali interrati con canister hanno confermano la presenza di composti organici volatili in corrispondenza di punti di discontinuità nelle pavimentazioni (tombini, botole, fessurazioni, etc.), che possono costituire vie preferenziali di migrazione dei vapori. In generale, il monitoraggio outdoor ha evidenziato concentrazioni di tetracloruro di carbonio poco variabili in tutti i punti monitorati nei due diversi periodi di misura».
E ancora: «Le concentrazioni rilevate nelle campagne del 2025, raffrontate con i dati delle campagne precedenti (anni 2020 e 2021), mostrano negli ambienti di vita indoor una generale diminuzione delle concentrazioni di cloroformio, tetracloruro di carbonio e tetracloroetilene. Relativamente ai dati outdoor, si registra una sensibile diminuzione delle concentrazioni di cloroformio (nessuna positività rilevata nel 2025), mentre per il tetracloruro di carbonio le concentrazioni risultano sostanzialmente stabili nel tempo».
Tante sono però le domande che ancora hanno bisogno di risposta.
Qual è la sorgente della propagazione delle sostanze clorurate? Viene analizzata l’aria delle cantine: da dove arrivano gli inquinanti? Provengono dalla falda, come spiegato nelle campagne del passato, o dall’aria esterna (outdoor) visto che, in questo caso, viene rapportata all’indoor, o da dove? Quali sono i punti analizzati? Quali sono i valori minimi e massimi riscontrati?