“Eco Eco Eco”: il mondo celebra Umberto Eco con una maratona digitale di 24 ore
Dalle Fiji all’Europa, dalle Americhe all’Asia: studiosi, artisti e intellettuali in diretta streaming per un dialogo corale nel nome del Professore. L'idea della Fondazione che porta il suo nome e l'ok alla diffusione su "Il Piccolo"
ALESSANDRIA – Un viaggio nel tempo e nello spazio, attraversando fusi orari e continenti, per rendere omaggio a uno dei più grandi intellettuali del Novecento. Si intitola “Eco Eco Eco. A World-Wide Talk for Umberto” la maratona digitale che il 18 e 19 febbraio celebrerà la memoria e l’eredità culturale di Umberto Eco con una diretta streaming globale sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets. E che “Il Piccolo” può diffondere grazie al beneplacito della stessa Fondazione: “Cosa della quale siamo molto contenti”, scrive il direttore della Fondazione Eco, Michele Cogo.
La diretta prenderà il via alle ore 12 del 18 febbraio (ora italiana), in coincidenza simbolica con lo scoccare della mezzanotte del 19 febbraio nell’arcipelago di Kiribati e alle Isole Fiji, i primi luoghi del pianeta a salutare il nuovo giorno.
Un viaggio dal 180° meridiano
La maratona partirà idealmente dall’Isola di Taveuni (Fiji), attraversata dal 180° meridiano. La linea del cambio di data che Umberto Eco trasformò in suggestione narrativa nel romanzo L’isola del giorno prima. Proprio lì il Professore lavorò alla sua opera, giocando con l’idea di un confine temporale che permette di “viaggiare” tra ieri e oggi.
Dall’Oceano Pacifico la diretta attraverserà simbolicamente il globo da Oriente a Occidente, toccando tutti i fusi orari, per concludersi alle ore 12 del 19 febbraio. Ventiquattro ore di parole, musica e riflessioni per trasformare la memoria di Eco in un dialogo corale internazionale.
Una voce che ha parlato al mondo
La maratona darà spazio ai Paesi e alle culture raggiunti dall’influenza di Eco. Università asiatiche ed europee, realtà accademiche americane, traduttori, editori e narratori che hanno portato le sue opere in ogni lingua.
Tra i partecipanti figurano personalità di primo piano della cultura internazionale. Lo scrittore israeliano Eshkol Nevo, il giornalista iraniano Maziar Bahari – incarcerato e torturato nel 2009 e liberato anche grazie all’interessamento di Eco – artisti come Milo Manara e Igort. E ancora accademici dei Lincei come Carlo Ossola e Lina Bolzoni, membri de l’Académie française come Pierre Rosenberg e l’ex direttrice generale Unesco Irina Bokova.
Non mancheranno voci italiane autorevoli come Roberto Saviano, Beppe Severgnini, Michele Serra, Elisabetta Sgarbi, Luciano Canfora, Gherardo Colombo, Ferruccio De Bortoli, Aldo Grasso. Insieme ad Alberto Manguel, Cristina Berio, Maria Chiara Prodi, Baka Books Fiji e molte altre figure del panorama culturale internazionale.
Tra ironia, musica e intelligenza artificiale
Il tributo sarà anche creativo e sorprendente. Stefano Bartezzaghi proporrà un gioco ispirato a Eco. Mentre Alessandro Bergonzoni lo ricorderà con il suo linguaggio surreale e Moni Ovadia con una barzelletta. Jeffrey Schnapp, fondatore del metaLAB di Harvard, dialogherà con un simulacro di Umberto Eco generato dall’intelligenza artificiale, in un confronto tra memoria e tecnologia.
La musica avrà un ruolo centrale con Gianni Coscia, Francesco Filidei, Paolo Fresu – alla tromba, lo strumento più amato da Eco – e Gianluigi Trovesi, in un omaggio sonoro che accompagnerà il viaggio globale.
Un ponte tra Italia e mondo
Parteciperà anche la rete degli Istituti Italiani di Cultura, coordinata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Che – come ha dichiarato il direttore Filippo La Rosa – ambisce a ricoprire “il medesimo ruolo di ponte, fra l’Italia e il mondo, che Eco ha così sapientemente declinato nelle proprie opere”.
La maratona è aperta non solo a grandi nomi, ma anche a studenti, studiosi, lettori e chiunque voglia condividere un ricordo o un messaggio dedicato al Professore. Un modo per trasformare l’eredità di Umberto Eco in una conversazione viva, capace di attraversare confini geografici e culturali.
Perché il pensiero di Eco, oggi più che mai, continua a parlare ogni lingua.