L’arco di Trionfo sito in Piazza Matteotti ad Alessandria è un raro esempio di arco trionfale settecentesco in stile tardo barocco, costruito in mattoni, con l’intonaco soprastante che ne riproduce il colore e la trama, con l’arcata unica sormontata da un architrave con fregio a triglifi e timpano triangolare spezzato. Costituisce un ideale fondale scenografico a via Dante, anche se negli anni più recenti è stato inglobato e svilito in un’area spartitraffico al centro dell’incrocio È stato eretto nel 1768 da Giuseppe Caselli, architetto allora molto attivo nella città, per ricordare la visita ed il soggiorno alessandrino del re di Sardegna Vittorio Amedeo III e della consorte regina Maria Antonio Ferdinanda di Spagna.
All’epoca costituiva un elemento decorativo in una zona destinata al passeggio, in prossimità delle antiche mura di cinta orientali della città, un passeggio alberato che seguiva il tracciato dell’attuale corso Lamarmora. Sul lato opposto rispetto a via Dante si trovava infatti la vecchia Piazza d’Armi, successivamente piantumata, collocata in uno spazio prima occupato da una cittadella quattrocentesca. L’arco, in laterizio a tinta naturale come in origine, nel tempo ha subito parecchi interventi di restauro, il primo dei quali risale al 1843 in occasione dell’incoronazione della statua della Madonna della Salve, patrono della città di Alessandria. Ne subì altri nel 1879 e nel 1968. Negli ultimi tempi è stato istituito un comitato per la promozione di un ulteriore restauro, reso necessario dallo stato di conservazione dell’arco stesso, e principalmente dalle cadute di vaste aree di intonaco nella zona inferiore.
Quest’ultimo restauro è terminato nel 2022. Fino alla fine dell’Ottocento l’estensione della piazza d’Armi è rimasta invariata e libera da fabbricati. Via Marengo non esisteva e per uscire dalla città in direzione Est si doveva superare il canale Carlo Alberto che confluiva nel Tanaro scorrendo dove attualmente è situata via Pisacane. Si usciva dalle mura sei-settecentesche attraverso l’unica porta dapprima detta di Santo Spirito e poi Porta Marengo. Agli inizi del Novecento il nuovo piano di sviluppo urbano consente di edificare delle abitazioni e la piazza comincia ad assumere la fisionomia attuale, con i due lati arricchiti simmetricamente di edifici residenziali porticati in un tardo stile Art Nouveau.