Carcere duro a San Michele, confronto pubblico di ORA! sul 41-bis
L'ingresso del penitenziario di San Michele
Società
25 Febbraio 2026
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L'incontro

Carcere duro a San Michele, confronto pubblico di ORA! sul 41-bis

La Casa Circondariale di Alessandria accoglierà circa 150 detenuti in regime di 41-bis. Stasera all’ex Taglieria del Pelo un dibattito sul sistema penitenziario italiano

ALESSANDRIA – La Casa Circondariale di San Michele ad Alessandria si prepara ad accogliere circa 150 detenuti sottoposti al regime di carcere duro previsto dall’articolo 41-bis. Le tempistiche dell’operazione non sono ancora note, ma il tema è già al centro del dibattito cittadino. L’attenzione si concentra sia sull’impatto che la rimodulazione della struttura potrà avere sul territorio, sia sulle implicazioni legate al regime speciale.

In questo contesto si inserisce l’iniziativa del nuovo partito ORA!, fondato dall’associazione Drin Drin. Che ha organizzato un momento di confronto pubblico sul sistema delle carceri in Italia.

Il dibattito si terrà stasera alle ore 21 all’ex Taglieria del Pelo. A moderare la serata sarà Matteo Bringiotti, dottore in Economia e referente provinciale di ORA! Alessandria.

Nel corso dell’incontro interverranno la dott.ssa Sonia Graziani, divulgatrice e membro del direttivo nazionale di ORA!; l’avv. Giuseppe Cormaio, presidente della Camera Penale di Alessandria; il dott. Vicente Santilli, segretario nazionale del Sappe; il dott. Carmine Falanga, presidente della cooperativa Idee in Fuga.

Sovraffollamento e condizioni delle strutture

Il partito ORA! segnala da tempo le criticità del sistema penitenziario italiano. Con particolare riferimento al sovraffollamento, al disagio e alle condizioni spesso fatiscenti delle strutture. Il confronto pubblico sarà l’occasione per approfondire non solo il tema del 41-bis, ma più in generale il modello carcerario e le sue prospettive di riforma.

Il trasferimento di detenuti in regime speciale riaccende il confronto tra sicurezza, diritti e funzione rieducativa della pena, in una città direttamente coinvolta dalla riorganizzazione del carcere.

Il nodo delle attività lavorative interne

Tra i temi sensibili vi è anche il futuro delle attività trattamentali e lavorative attive all’interno della struttura di San Michele. La cooperativa Idee in Fuga, realtà nota in città per l’impegno nella creazione di opportunità di lavoro per i detenuti, è presente all’interno del carcere.

Secondo quanto evidenziato, con la rimodulazione legata all’arrivo dei detenuti in 41-bis, tali attività potrebbero non proseguire. Sollevando interrogativi sull’equilibrio tra esigenze di sicurezza e percorsi di reinserimento.

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