Pfas, danni irreversibili: contaminano acqua e terra per generazioni
SPINETTA MARENGO - Dai fiumi all’aria, fino alla catena alimentare: i nuovi PFAS si comportano come i vecchi inquinanti, persistendo…
ALESSANDRIA – Le “Mamme No Pfas” a Bruxelles per lo Stop Pfas Forum. Tre giorni importanti e impegnativi, dal 3 al 5 marzo, per partecipare allo “Stop Pfas Forum – Pfas Frontline Communities Meeting”. Ovvero l’incontro internazionale organizzato dall’European Environmental Bureau (Eeb) che riunisce comunità e associazioni impegnate nella lotta all’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche.
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L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto tra realtà europee che vivono direttamente le conseguenze della contaminazione. Grazie al supporto dell’EEB e dell’europarlamentare Cristina Guarda, le rappresentanti del movimento hanno potuto incontrare esponenti di organizzazioni ambientaliste, associazioni e specialisti che si occupano del tema Pfas a livello internazionale.
Durante le tre giornate di lavoro erano previsti momenti di confronto, incontri con esperti e occasioni di dialogo con giornalisti della stampa internazionale. Non sono mancate iniziative pensate per attirare l’attenzione dei parlamentari europei sul problema della diffusione dei Pfas. E, anche, sulle conseguenze sanitarie e ambientali che colpiscono i territori contaminati.
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Lo scorso gennaio l’Eeb aveva inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Chiedendo un incontro con alcune testimonianze provenienti dalle aree colpite dall’inquinamento da Pfas. Una domanda che non ha ricevuto risposta. Quindi, le attiviste vicentine non sono riuscite ad incontrare la presidente, nonostante ci abbiano provato insistentemente.
Le attiviste sottolineano però che le loro richieste verranno comunque portate all’attenzione delle istituzioni e dei media presenti agli eventi. L’obiettivo è avviare un confronto più ampio tra cittadini e istituzioni europee. Così da promuovere politiche ambientali e industriali capaci di tutelare la salute delle persone e degli ecosistemi.
«Abbiamo bisogno di aprire un dialogo tra cittadini e istituzioni – spiegano – per costruire insieme un modello di sviluppo che metta al centro la salute dell’ambiente e dell’uomo».