Non solo mimose: la vera storia della Giornata internazionale della donna
Dalle rivendicazioni per il voto alle manifestazioni operaie, l’8 marzo nasce da un lungo percorso politico e sociale, non da un singolo evento tragico
ALESSANDRIA – La Festa della donna è spesso vissuta come una ricorrenza quasi scontata, fatta di mimose e auguri. In realtà, dietro l’8 marzo c’è una storia complessa, intrecciata alle lotte per i diritti politici e sociali delle donne.
Per lungo tempo si è fatto risalire l’origine della ricorrenza all’incendio di una fabbrica di New York, in cui nel 1911 persero la vita 123 donne e 23 uomini. Tuttavia, quell’evento – avvenuto il 25 marzo – non è all’origine della celebrazione. Le radici della Giornata internazionale della donna affondano piuttosto nelle mobilitazioni per il diritto di voto.
Il primo Woman’s Day si tenne negli Stati Uniti il 23 febbraio 1909, su iniziativa del Partito socialista americano. L’anno successivo, alla Conferenza internazionale delle donne socialiste di Copenaghen, venne proposta una giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti femminili. Celebrata inizialmente in date diverse.
La svolta arrivò nel 1917, quando le donne di San Pietroburgo scesero in piazza chiedendo la fine della guerra: fu l’inizio della Rivoluzione russa di febbraio. Nel 1921, a Mosca, l’8 marzo venne scelto come data ufficiale della Giornata internazionale dell’operaia.
In Italia la prima celebrazione si tenne l’8 marzo 1945 nelle zone liberate. Nel 1946 l’Udi-Unione donne italiane adottò la mimosa come simbolo. Solo nel 1977 l’Onu riconobbe ufficialmente l’8 marzo come Giornata internazionale della donna.
L’8 marzo non è dunque solo una festa, ma il risultato di un lungo percorso di emancipazione e conquista dei diritti, che continua ancora oggi.