Amag Ambiente, Lega all’attacco: “Non è più problema industriale, ma politico”
Il capogruppo in Consiglio comunale, Mattia Roggero, attacca la giunta Abonante: “Nomine e cambi continui, manca una linea chiara sul ciclo dei rifiuti”
ALESSANDRIA – «Ad Alessandria il ciclo dei rifiuti non funziona. Ma la priorità della giunta Abonante sembra essere un’altra: gestire i propri equilibri interni». È questa la posizione di Mattia Roggero, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, in merito alla recente nomina del nuovo presidente di Amag Ambiente (l’ex assessore barosiniano Giovanni Berrone, ndr). Secondo Roggero, la situazione della partecipata non può essere letta solo come una questione gestionale, ma rappresenta ormai un problema politico strutturale.
«L’ennesima nomina ai vertici di Amag Ambiente non è un episodio isolato – sottolinea Roggero – è il segnale di un metodo». Il capogruppo evidenzia come negli ultimi anni si siano susseguiti cambi continui di amministratori, presidenti e assetti, senza però una visione chiara. «Sempre con la stessa logica: spostare, sostituire, compensare. Mai guidare. Il punto non è chi viene nominato, ma perché e a quale progetto risponde».
Roggero sposta poi l’attenzione sulla situazione concreta vissuta dai cittadini. «Fuori da Palazzo Rosso – afferma – la realtà è molto più evidente. Una Tari elevata, un servizio percepito come insufficiente in molte zone della città e dei sobborghi e un futuro ancora opaco».
Il consigliere sottolinea come, nonostante si parli da tempo di gare, soci privati e riorganizzazione, non sia mai stata chiarita una direzione precisa.
“Schema politico, non amministrazione”
Secondo l’esponente della Lega, quanto sta accadendo “rappresenta una gestione politica degli equilibri interni, più che una vera amministrazione del servizio. Questa non è amministrazione. È gestione del consenso interno. Il classico schema da manuale Cencelli, applicato però a un settore che incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Il problema non è Amag Ambiente. Il problema è l’assenza di una linea chiara. Senza una linea, ogni scelta appare come un equilibrio politico e non come una soluzione”.
Infine, lo sguardo al futuro: «Tra poco più di un anno saranno gli alessandrini a decidere. Ma una cosa è evidente: Alessandria ha bisogno di essere guidata, non gestita per equilibri».