Carcere di Alessandria, il Sappe: “Struttura fatiscente e condizioni non tollerabili”
Dopo la visita al “Cantiello e Gaeta”: criticità strutturali, mancanza del direttore e timori per il 41-bis a San Michele
ALESSANDRIA – Situazione critica nelle carceri di Alessandria. A denunciarlo è il Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) dopo una visita effettuata nella giornata odierna presso l’istituto penale “Cantiello e Gaeta”.
«La struttura si presenta in condizioni fatiscenti e necessita con urgenza di interventi straordinari», afferma il segretario regionale Vicente Santilli. Che parla di una situazione “gravemente compromessa e non più tollerabile”. Secondo il sindacato, il personale è costretto a lavorare “in ambienti non idonei, privi dei requisiti minimi di sicurezza e salubrità. Con rischi concreti per la salute e la dignità professionale”.
Nodo San Michele e detenuti 41-bis
Particolare preoccupazione riguarda il carcere di San Michele, destinato ad accogliere detenuti sottoposti al regime di 41-bis. «Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione formale sull’organizzazione del lavoro e sulle misure previste», sottolinea Santilli. Evidenziando la mancanza di confronto con le organizzazioni sindacali su un tema estremamente delicato.
A rendere ancora più tesa la situazione è la mancata presenza del direttore dell’istituto durante la visita sindacale. Una circostanza definita «grave e ingiustificata» dal segretario generale del Sappe Donato Capece.
«La partecipazione dei direttori è prevista proprio per garantire trasparenza e confronto immediato», sottolinea il sindacato. Che ha già segnalato l’episodio ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Alla luce delle criticità emerse, il Sappe Piemonte ha annunciato la richiesta urgente di un incontro con l’Amministrazione per ottenere risposte concrete sulla gestione delle strutture e del personale.