Merlo, i Grigi e la vittoria nata da una sconfitta
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Alessandria Calcio, Sport
Paolo Livraghi  
24 Marzo 2026
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Il protagonista

Merlo, i Grigi e la vittoria nata da una sconfitta

Io, l'allenatore e quella domenica a Cherasco quando si assunse le responsabilità del ko

ALESSANDRIA – Ho conosciuto Alberto Merlo nel lontano 2002. Io un ragazzino alle prime armi con il lavoro di giornalista, lui un allenatore giovane ma già affermato, alla guida dell’Acqui, la squadra della sua città, condotta a un passo dalla vittoria del campionato di Eccellenza (e con la favola degli spareggi nazionali, persi solo in finale in Sicilia contro l’Adrano).

Da lì in poi, in qualche modo, abbiamo finito per accompagnarci a vicenda: io nel mio percorso di cronista di provincia, lui nella sua carriera da allenatore importante. Ricordo le prime avventure in Serie D, a Venturina e Imperia, le soddisfazioni con l’Asti, la grande cavalcata con il Libarna – anche lì fase nazionale, a Kras Repen, a pochi km di distanza da quella Gorizia che poche settimane fa lo ha incoronato con i Grigi –  e poi il trionfo di Castellazzo, nella stagione 2016-2017.

Di Alberto ho sempre apprezzato alcune cose, al di là delle doti tecniche: la capacità di restare umile, il desiderio di aggiornarsi, lo spirito con cui ha affrontato anche le stagioni meno fortunate, che nel calcio – come nella vita – possono capitare.

L’estate del 2023

Dopo l’esperienza con l’Albese, nell’estate 2023, si è ritrovato senza panchina: un momento non semplice per chi è abituato a vivere il campo ogni giorno. In quei mesi ci siamo sentiti spesso e l’ho spinto a credere che una nuova occasione sarebbe arrivata.
E infatti è arrivata, con il Fossano, portato in Serie D dopo una cavalcata chiusa con la vittoria dei playoff nazionali. La chiusura del cerchio, dopo Acqui e Libarna, dove l’impresa era stata solo sfiorata.

Le vicende del calcio, però, corrono veloci: l’esonero dopo poche giornate in D e, subito dopo, Alessandria. Una piazza diversa, con un peso diverso.

In questi mesi, vissuti al seguito della squadra per lavoro, ho ritrovato esattamente la persona che conoscevo. Un mister capace di gestire con serenità, di reggere le pressioni, di infondere tranquillità anche nei pochi momenti complicati di una stagione che l’Alessandria ha stradominato, vincendo con largo anticipo.

C’è però un episodio che, ripercorrendo l’annata, a mio parere ha un peso notevole: alludo alla sconfitta di Cherasco del 14 dicembre, una delle due in tutto il campionato, arrivata in una partita nata male e decisa anche da episodi. Dopo quella gara, Merlo mi disse: «Ho detto ai ragazzi che la colpa era la mia. Ho cambiato modulo in corsa e non dovevo».

Non è tanto la frase, ma il senso, perché in quel momento Merlo si è preso la responsabilità davanti alla squadra.

Oggi celebriamo la promozione in serie D dell’Alessandria e a me viene da pensare che una parte di quel successo sia nata il 14 dicembre, in una fredda domenica a Cherasco. Anzi, probabilmente il campionato è stato vinto proprio quel giorno. Complimenti, Alessandria, e complimenti, Alberto: meriti di vivere una soddisfazione del genere.

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