Detenuti 41 bis a San Michele, Ravetti (Pd): “Confronto su personale e Sanità”
Il carcere di San Michele
Politica
30 Marzo 2026
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La richiesta

Detenuti 41 bis a San Michele, Ravetti (Pd): “Confronto su personale e Sanità”

Il vicepresidente del Consiglio regionale chiede prudenza sulla scelta dello Stato e rilancia: “Investire sul Don Soria e ascoltare la Polizia Penitenziaria”

ALESSANDRIA – La possibile trasformazione del carcere di San Michele in struttura destinata ai detenuti al 41 bis apre un confronto complesso sul territorio alessandrino. A intervenire è il vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti (Pd), che invita a un approccio prudente e approfondito.

Secondo Ravetti, “si tratta di una decisione che spetta allo Stato, ma che richiede ascolto e condivisione con il territorio, a partire da chi vive quotidianamente la realtà carceraria”.

Particolare attenzione viene posta sul ruolo degli agenti. “La Polizia Penitenziaria deve essere ascoltata – sottolinea – perché conosce meglio di chiunque altro le implicazioni operative di una scelta di questo tipo”.

Il nodo Don Soria e le condizioni strutturali

Nel ragionamento del consigliere emerge con forza anche la situazione del carcere Don Soria, definita “una questione urgente e non più rinviabile”.

Ravetti evidenzia come “siano necessari interventi strutturali immediati, sia per migliorare le condizioni di vita dei detenuti sia per garantire ambienti adeguati al personale”.

Non solo edilizia: il vicepresidente richiama anche “la necessità di sostenere e ampliare le attività sociali portate avanti da cooperative e associazioni, considerate fondamentali nel percorso di reinserimento”.

Sanità penitenziaria, tema centrale

Un altro punto cruciale riguarda la gestione sanitaria, sia all’interno delle carceri sia in ospedale. L’eventuale presenza di detenuti al 41 bis comporterebbe infatti una riorganizzazione dei servizi sanitari, con impatti diretti anche sull’Azienda ospedaliera.

Su questo aspetto Ravetti chiama in causa la Regione Piemonte, che dovrà avere un ruolo attivo nella pianificazione.

Il quadro complessivo, conclude, richiede un confronto serio e articolato: “Non è una questione di sì o no al 41 bis, ma di governare un sistema complesso”, mettendo in relazione San Michele, Don Soria e assistenza sanitaria.

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