Costruire la pace partendo dalle scelte quotidiane
Dalla gestione dei risparmi alla qualità delle relazioni, un percorso personale e collettivo per sviluppare una coscienza critica e contribuire a una società più equa, partecipata e orientata alla collaborazione
Questa sera desidero condividere una riflessione sul tema proposto, ampliando lo sguardo oltre la finanza etica e la gestione responsabile dei risparmi.
È fondamentale interrogarsi su come utilizziamo il nostro denaro: ciò che depositiamo sul conto corrente o investiamo in titoli di Stato, azioni e altri strumenti finanziari contribuisce infatti a sostenere attività di banche, Stati e imprese, impegnate in ambiti più o meno etici.
Acquistare titoli di Stato italiani oggi non equivale a investire in Treasury americani o Bund tedeschi, così come comprare azioni di Leonardo è diverso dall’investire in aziende attive nei settori dell’ecologia o della salute.
Per quanto riguarda le banche, affidare loro i nostri risparmi significa anche sostenere istituti più o meno coinvolti nella produzione, nel commercio e nell’esportazione di armamenti. A questo proposito segnalo questo sito.
Andare “oltre” significa, a mio avviso, sviluppare una coscienza critica e costruttiva, orientata verso un modello di società diverso e verso un mondo fondato sulla pace. Un percorso che parte dalla pace con sé stessi e si estende alla famiglia, al lavoro, al vicinato, fino alla comunità e a tutte le relazioni quotidiane.
Per me è stato un cammino complesso e ancora in evoluzione, probabilmente iniziato con l’obiezione di coscienza al servizio militare nel 1989 e proseguito negli anni tra momenti di crescita e difficoltà. Oggi vorrei proporre alcune idee per crescere culturalmente, sfruttando gli strumenti offerti dal web, dalla comunicazione e, soprattutto, dalla partecipazione attiva alla vita sociale e comunitaria nei luoghi in cui viviamo.
In questo senso, è importante valorizzare i cosiddetti “corpi intermedi” della società, spesso trascurati: quelli formali come assemblee, associazioni, sindacati, partiti politici, parrocchie, ma anche quelli informali come i rapporti di vicinato o le relazioni tra genitori nelle scuole.
Ritengo che alcuni siti internet possano rappresentare un valido supporto per stimolare riflessioni, creare relazioni e generare contaminazioni positive, ciascuno secondo le proprie inclinazioni, competenze e interessi.
Si tratta anche di saper dire dei “no” che siano però positivi e costruttivi, con l’obiettivo di costruire alternative nuove, nel rispetto delle idee altrui e senza sopraffare nessuno.
Credo inoltre che sia possibile superare le relazioni “tossiche” e conflittuali, spesso alimentate dai social, per recuperare relazioni autentiche e dirette, basate sul contatto umano, passando da una logica di competizione a una di collaborazione.
Segnalo infine alcune realtà utili per approfondire questi temi:
- Commercio equo e solidale
- Next – Nuova Economia, con le riflessioni del professor Leonardo Becchetti
- Scuola Capitale Sociale
Gli ambiti di interesse sono molteplici e le possibilità quasi infinite. È importante ricordare che fa più rumore un albero che cade rispetto a una foresta che cresce, ma è proprio la foresta a offrire ombra e ristoro, se non a noi, alle generazioni future. Come è stato detto: “Non si è mai troppo vecchi per piantare un ulivo, anche se saranno altri a vederlo crescere”.
Con impegno, collaborazione, creatività e un pizzico di fantasia, ciascuno di noi può contribuire, individualmente e collettivamente, alla costruzione di un mondo nuovo, meno conflittuale e più attento ai rapporti positivi tra le persone.
Resto disponibile, nei limiti delle mie competenze, ad approfondire questi temi nei prossimi articoli.