Alessandria e la Sindrome del bambino scosso
Piazzetta della Lega, Alessandria - Foto Cecilia Ammazzalorso
Società
8 Aprile 2026
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Sanità

Alessandria e la Sindrome del bambino scosso

Sabato, in piazzetta della Lega, la campagna di prevenzione con Ospedale e Croce verde

ALESSANDRIA – Anche l’Azienda ospedaliero-universitaria di Alessandria partecipa alle Giornate nazionali di prevenzione della Shaken Baby Syndrome, la Sindrome del bambino scosso, promosse da Terre des Hommes e SIMEUP per accendere l’attenzione su una grave forma di trauma cerebrale che può colpire i neonati se scossi violentemente.

Nell’ambito della campagna ‘Nonscuoterlo!’, domenica 12 aprile, l’Azienda  promuove sul territorio un momento di informazione e sensibilizzazione rivolto alla cittadinanza, con l’obiettivo di diffondere una maggiore consapevolezza su un rischio ancora troppo poco conosciuto ma potenzialmente  gravissimo.

 

Sindrome bambino scosso: cos’è

Per l’occasione sarà allestito un info point con i professionisti della Pediatria dell’Ospedale, diretta da Enrico Felici, e i volontari della Croce verde di Alessandria in piazzetta della Lega ad Alessandria, dalle 15 alle 18, dove sarà possibile ricevere materiali informativi e approfondire, insieme agli operatori coinvolti, i contenuti della campagna.

A dare ulteriore visibilità all’iniziativa contribuirà anche l’illuminazione in arancione della facciata dell’Ospedale Civile Santi Antonio e Biagio e dell’Arco di Trionfo di piazza Matteotti, resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Alessandria, come segno concreto di adesione della città a una campagna di prevenzione che coinvolge oltre 150 realtà italiane.

La Sindrome del bambino scosso è una forma grave di trauma cerebrale causata dallo scuotimento violento, anche per pochi secondi, di un bambino molto piccolo, spesso come reazione a un pianto inconsolabile percepito come insostenibile.

I neonati sono particolarmente vulnerabili, soprattutto tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, ma le conseguenze possono interessare bambini fino ai 2 anni. I danni possono essere molto seri e permanenti, tra cui cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio; in un caso su quattro possono verificarsi coma o morte.

 

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