Recessione, Cna Piemonte lancia l’allarme: “Imprese in crisi, subito interventi”
Genovesio e Zanzottera: “Non è più tempo di analisi, ogni ritardo può costare la chiusura di migliaia di aziende”
TORINO – Le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sul rischio recessione trovano piena conferma nel tessuto produttivo piemontese. A sottolinearlo è Cna Piemonte, che evidenzia come molte imprese siano già immerse in una crisi concreta da mesi. «Non è più il tempo degli allarmi – afferma Giovanni Genovesio, presidente Cna Piemonte – perché molte imprese sono già dentro una crisi reale».
Secondo l’associazione, i segnali sono chiari: calo degli ordinativi, margini ridotti e costi in aumento stanno mettendo in difficoltà micro, piccole e medie imprese. Una situazione che Cna sostiene di aver già segnalato alle istituzioni, senza ottenere finora risposte adeguate. «Quello che oggi viene riconosciuto a livello nazionale – aggiunge Delio Zanzottera, segretario Cna Piemonte – è ciò che denunciamo da tempo».
Rischio recessione diffusa
Il rallentamento economico, secondo l’associazione, rischia di trasformarsi rapidamente in una recessione più ampia. I dati interni e l’aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali confermano una difficoltà crescente in diversi comparti dell’artigianato e della piccola impresa. Per questo, l’associazione ritiene che il problema non sia più analizzare lo scenario, ma intervenire con decisione.
Tra le priorità indicate ci sono interventi immediati su liquidità e accesso al credito, oltre a una riduzione dei costi che gravano sulle aziende. «Serve anche un cambio nei rapporti con la Pubblica Amministrazione – sottolinea Zanzottera – perché troppo spesso la burocrazia blocca attività che potrebbero ripartire rapidamente».
“Servono decisioni subito”
Il messaggio finale è chiaro e urgente. «Non servono prove muscolari – concludono Genovesio e Zanzottera –. Servono decisioni nei prossimi giorni, non nelle prossime settimane». Il rischio è quello della chiusura definitiva di migliaia di imprese, con conseguenze pesanti su occupazione e tenuta sociale dei territori.