Riso, voto decisivo In Europa: l’appello dell’Ente Risi
Il 28 aprile la plenaria sull’SPG: Bobba chiede soglie più basse per la clausola di salvaguardia
ALESSANDRIA – Un passaggio cruciale per il futuro del riso europeo. Domani, 28 aprile, il Parlamento europeo sarà chiamato a votare la revisione del Sistema delle Preferenze Tariffarie Generalizzate (Spg). Misura che inciderà direttamente sulle importazioni dai Paesi Meno Avanzati.
Al centro del dibattito c’è il regime Eba (Everything But Arms), che consente l’ingresso di prodotti senza dazi. Una condizione che, secondo la filiera risicola, rischia di mettere in difficoltà il mercato interno europeo. Il punto più delicato riguarda la clausola di salvaguardia automatica, prevista nel testo ma con soglie di importazione ritenute troppo alte per garantire una reale protezione del settore.
La richiesta: soglie più basse e tutela del mercato
Per questo diversi schieramenti politici hanno presentato emendamenti per abbassare le soglie di intervento, rendendo il meccanismo più efficace e tempestivo. L’obiettivo è evitare che il mercato europeo venga destabilizzato da un eccesso di importazioni a dazio zero, garantendo condizioni di concorrenza più equilibrate.
A sottolineare l’importanza del voto è Natalia Bobba, presidente dell’Ente Nazionale Risi. “Il voto del 28 aprile rappresenta un crocevia fondamentale per la sopravvivenza delle nostre aziende. Auspichiamo che prevalga il buon senso e che si garantisca al settore la possibilità di competere in un mercato globale sempre più instabile”.
Una scelta strategica per il settore
La decisione del Parlamento europeo sarà determinante per il futuro di una filiera considerata eccellenza agroalimentare e strategica per molti territori, anche italiani. L’auspicio è che l’Europa scelga di rafforzare gli strumenti di tutela, garantendo sostenibilità economica e competitività alle imprese agricole.