Casale: trasporto pubblico: “Scelte poco chiare e troppe incognite”
Società
6 Maggio 2026
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L'intervento

Casale: trasporto pubblico: “Scelte poco chiare e troppe incognite”

Il gruppo chiede chiarezza per affrontare la futura gara di bacino del trasporto pubblico: dubbi sulla scelta del partner, sul ruolo del Comune e sulle garanzie per lavoratori e cittadini

CASALE MONFERRATO – Tpl e futuro di Amc, “troppe ombre sul percorso per scegliere il partner”.

«Sul futuro del trasporto pubblico a Casale le informazioni diffuse finora stanno generando più confusione che chiarezza». Parte da qui il nuovo intervento di AMC & TPL (Azienda Multiservizi Casalese e Trasporto pubblico locale) che torna a sollevare interrogativi sul percorso avviato per individuare il partner con cui affrontare la futura gara di bacino del trasporto pubblico locale.

Nel lungo comunicato – a firma di Luca Servato e Maria Fiore (PD) – viene innanzitutto riconosciuto che la replica di AMC costituisce «una precisazione doverosa» sul piano giuridico, in particolare rispetto all’eventuale obbligo di una gara a doppio oggetto. Tuttavia, secondo AMC & TPL, resterebbe ancora irrisolto il nodo principale: «Quali garanzie concrete si offrono ai cittadini e ai dipendenti» sul mantenimento e sul miglioramento del servizio, soprattutto nelle frazioni.

Il documento sottolinea come negli atti ufficiali della società, nel piano di riorganizzazione e negli incontri con sindacati e amministrazione comunale si sia sempre parlato di una gara a evidenza pubblica. Oggi, invece, verrebbe sostenuto che tale procedura non sarebbe obbligatoria per scegliere il partner con cui partecipare alla gara d’ambito.

Una serie di domande

Da qui una serie di domande rivolte all’azienda e al Comune. AMC & TPL evidenzia infatti che la procedura sembrerebbe essersi trasformata in colloqui con due operatori economici, selezionati secondo criteri che «non risultano esplicitati». Il gruppo chiede quindi con quali modalità siano stati scelti questi soggetti, con quali obiettivi e perché il tema non venga discusso apertamente in Consiglio comunale e nelle commissioni competenti.

Nel comunicato si ricorda inoltre che neppure nel progetto di riorganizzazione di AMC, presentato nell’ottobre 2025, si parlava esplicitamente della costituzione di un’Ati (Associazione temporanea d’impresa). Nei documenti, si legge, si faceva solo riferimento a generici contatti con operatori del settore per affrontare la futura gara di bacino, senza entrare nel merito delle modalità operative delle eventuali collaborazioni.

AMC & TPL sostiene quindi che, se l’orientamento è quello di individuare un partner, ciò dovrebbe essere comunicato «per tempo e nelle sedi opportune», spiegando chiaramente le motivazioni delle scelte adottate. In caso contrario, il rischio sarebbe quello di un percorso «non sufficientemente comprensibile» sulla base degli elementi disponibili.

Nel mirino anche il ruolo del Comune di Casale Monferrato, socio di riferimento di AMC attraverso la struttura del “controllo analogo”. Secondo il comunicato, in passato tale organismo sarebbe stato capace di incidere in modo significativo sulle scelte gestionali della società in house. Per questo viene chiesto quali indirizzi politico-amministrativi siano stati dati ad AMC sulla scelta del partner e sul ruolo che la società dovrà ricoprire all’interno dell’Ati.

Richiesta chiarimenti

Il documento entra poi nel merito degli aspetti tecnici legati alla costituzione di un’Ati, ricordando che l’atto costitutivo deve definire la ripartizione dei compiti gestionali e le modalità di impiego del personale. Anche su questo punto, secondo AMC & TPL, mancherebbero informazioni chiare. Da qui il dubbio che AMC possa avere in futuro un ruolo marginale nell’erogazione del servizio, con un progressivo spostamento verso soggetti privati scelti secondo criteri «ancora sconosciuti».

Nel comunicato viene inoltre evidenziato che AMC gestisce non solo il trasporto pubblico locale, ma anche scuolabus, officina, soste a pagamento e multipiano, servizi considerati strettamente collegati tra loro. Il servizio Tpl è garantito fino al 31 dicembre 2026, ma per il periodo successivo permane, secondo il gruppo, «un quadro di totale incertezza», con l’auspicio che il personale possa essere assorbito dalla futura società affidataria.

Dubbi vengono espressi anche sulla prospettiva di mantenere il servizio scuolabus, definito economicamente critico, e sull’ipotesi di un utilizzo promiscuo del personale dell’officina, in assenza – viene sottolineato – di accordi definiti e di un quadro economico chiaramente delineato. Analoga mancanza di indicazioni riguarderebbe il settore delle soste.

Per AMC & TPL, il rischio è che «un approccio frammentato» finisca per compromettere la visione complessiva, con possibili ripercussioni sui lavoratori e sugli equilibri economici dell’azienda.

Da qui la richiesta finale: ogni scelta strategica venga illustrata con chiarezza nelle sedi istituzionali competenti e con il coinvolgimento degli organi rappresentativi, per garantire «massima trasparenza» e piena comprensione delle decisioni. Solo attraverso «un confronto aperto e documentato», conclude il comunicato, sarà possibile assicurare a cittadini e lavoratori garanzie concrete sulla qualità, la continuità e lo sviluppo del trasporto pubblico locale.

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