Libarna, il ricordo della tragedia ferroviaria del 2004: una vittima e 39 feriti
La Protezione Civile alessandrina ricorda il terribile incidente ferroviario del 2004 a Libarna
Cronaca
Monica Gasparini  
16 Maggio 2026
ore
16:21 Logo Newsguard
Memoria

Libarna, il ricordo della tragedia ferroviaria del 2004: una vittima e 39 feriti

La Protezione civile ricorda sui social il deragliamento del treno Torino-Livorno avvenuto il 16 maggio di ventidue anni fa. Tragedia che costò la vita a una donna di 67 anni e provocò 39 feriti. Ancora vivo il ricordo di una delle pagine drammatiche per il territorio

SERRAVALLE SCRIVIA – Era il pomeriggio del 16 maggio 2004 quando, nei pressi di Libarna, nel territorio di Serravalle Scrivia, si verificò uno dei più gravi incidenti ferroviari avvenuti in Piemonte negli anni Duemila. Poco dopo le 16.30, il treno interregionale 2050 partito da Torino e diretto a Livorno uscì improvvisamente dai binari mentre percorreva la tratta alessandrina.

Il convoglio, ormai senza controllo, terminò la propria corsa andando a urtare violentemente un’abitazione situata accanto alla linea ferroviaria e coinvolgendo anche un treno merci che stava transitando sul binario opposto. L’impatto provocò scene di grande devastazione: una parte della casa venne distrutta, mentre diversi vagoni riportarono danni gravissimi.

Nel disastro perse la vita una donna di 67 anni di Torino, morta alcune ore dopo il ricovero all’ospedale di Novi Ligure. Complessivamente rimasero ferite 39 persone, tra cui 34 passeggeri e 5 dipendenti delle ferrovie impegnati sul convoglio.

Immediato l’intervento dei soccorritori, con vigili del fuoco, personale sanitario e forze dell’ordine impegnati per ore nell’assistenza ai feriti e nella messa in sicurezza dell’area. La Protezione civile ricorda quel giorno di ventidue anni fa sulla sui social,

Le prime ricostruzioni

Secondo le prime ricostruzioni formulate all’epoca, all’origine del deragliamento ci sarebbe stato un cedimento della rotaia. Gli investigatori ipotizzarono che l’anomalia potesse essere stata provocata da una deformazione del binario legata al brusco aumento delle temperature registrato in quei giorni di primavera.

La giustizia aveva escluso responsabilità penali. Dopo le condanne in primo grado per cinque tra tecnici, dirigenti Rfi e imprenditori coinvolti nei lavori sulla linea, la Corte d’Appello di Torino aveva assolto tutti con formula piena, stabilendo che il mancato pretensionamento dei binari non fu causa dell’incidente. Nessun responsabile quindi per il disastro, mentre i risarcimenti alle vittime erano già stati riconosciuti negli anni precedenti.

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