“Il Giro nasce qui”: Alessandria racconta la corsa rosa
La squadra di Rai Sport protagonista a Palazzo Monferrato alla vigilia della partenza della corsa rosa
ALESSANDRIA – Il Giro d’Italia come racconto collettivo, fatto di sport, memoria, fatica e territorio.
È questo il filo conduttore dell’incontro “Il racconto del Giro”, andato in scena a Palazzo Monferrato, sede di ACdB, alla vigilia della partenza della tappa da Alessandria, con protagonisti alcuni dei volti e delle voci di Rai Sport che stanno seguendo la corsa rosa, arrivata oggi a Novi Ligure dopo la frazione partita da Imperia.
A condurre la serata è stato il giornalista alessandrino Claudio Icardi, che ha guidato il confronto con Francesco Pancani, Stefano Garzelli, Alessandro Fabretti, Fabio Genovesi e Stefano Rizzato, tutti impegnati quotidianamente nel racconto televisivo del Giro.
Nel corso della serata si è parlato soprattutto del rapporto profondo tra il ciclismo e questo territorio, inevitabilmente legato alle figure di Costante Girardengo e Fausto Coppi. «Sono accomunati dalla provenienza ma anche dalla guerra, che ha impoverito le carriere di entrambi», ha osservato Icardi aprendo il confronto.
Stefano Garzelli ha invece raccontato il proprio legame personale con il ciclismo. «Coppi e Girardengo mi hanno ispirato, come Moser e Saronni. Il ciclismo è uno sport che fa innamorare», ha spiegato l’ex vincitore del Giro d’Italia.
Molto apprezzato anche l’intervento dello scrittore Fabio Genovesi, che ha sottolineato il legame storico tra Alessandria e la corsa rosa. «Il ciclismo è nato qui. Il Giro parte da Alessandria, nel vero senso della parola», ha detto.
Francesco Pancani ha invece ripercorso alcune delle emozioni vissute durante le telecronache degli ultimi anni. «Momenti emozionanti? Tantissimi, ti rimangono dentro. Penso a Nibali sulle Tre Cime di Lavaredo, oppure a Viviani alle Olimpiadi o ancora a Ganna».
Dal racconto televisivo a quello vissuto direttamente in corsa. Stefano Rizzato, impegnato quotidianamente sulla moto al seguito del gruppo, ha spiegato cosa significhi stare a pochi metri dai corridori durante le tappe. «I rischi effettivi sono pochi, è un caos ordinato. Ma stare così vicino ai corridori ti permette di capire davvero il loro sforzo e creare empatia».
Spazio anche alle impressioni sulla città. Alessandro Fabretti ha raccontato il proprio ritorno ad Alessandria dopo molti anni. «Ero venuto qui poco dopo l’alluvione del 1994. Oggi ho trovato una città molto bella, vivace e giovane. Anche la nostra squadra deve essere una famiglia: rispetto e condivisione sono fondamentali. Non facciamo soltanto una telecronaca, viviamo un’esperienza».
Una serata che ha trasformato il Giro d’Italia in qualcosa di più di una corsa: un grande racconto popolare capace ancora di unire sport, memoria e identità di un territorio che oggi ha accolto l’arrivo della corsa a Novi e che domani vivrà la partenza della tappa da Alessandria.