Industria, Alessandria cresce più di tutto il Piemonte: produzione a +4,7%
La provincia registra il miglior dato regionale nel primo trimestre 2026. Bene chimica e metalmeccanica, mentre pesano ancora i costi energetici e logistici legati al conflitto in Medio Oriente
ALESSANDRIA – Alessandria guida la crescita industriale piemontese nel primo trimestre 2026. Lo evidenziano i dati dell’indagine sull’industria manifatturiera realizzata da Unioncamere Piemonte insieme agli uffici studi delle Camere di Commercio provinciali. L’indice della produzione industriale alessandrina segna infatti un incremento del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, superando nettamente la media regionale ferma al +2,3%.
A commentare il quadro è il presidente della Camera di Commercio Gian Paolo Coscia. «Alessandria e Asti, nonostante l’attuale fase storica, reagiscono bene – sottolinea –. Alessandria segna il dato migliore in Piemonte, mentre Asti registra una stabilità produttiva che non è poco in questo momento».
Secondo Coscia, il conflitto in Medio Oriente continua però ad avere effetti indiretti importanti sulle aziende del territorio, soprattutto sul fronte dei costi energetici, logistici e delle materie prime.
Coinvolte oltre 220 imprese alessandrine
L’indagine ha coinvolto 221 imprese industriali della provincia di Alessandria, per un totale di 7.866 addetti e un fatturato complessivo di 4,2 miliardi di euro. I dati mostrano un quadro articolato, con comparti che registrano forti crescite e altri che evidenziano difficoltà soprattutto nella fascia della media industria.
Tra i settori più performanti spicca l’industria chimica, che registra risultati particolarmente elevati soprattutto nella micro-industria con un incremento del 32,1%. Anche l’industria metalmeccanica mostra un andamento positivo con un dato complessivo del +5,9%. Bene anche il comparto alimentare, pur con alcune criticità nella grande industria.
Le difficoltà della media industria
A soffrire maggiormente è invece la fascia della media industria, che presenta diversi indicatori negativi. Nel comparto metalmeccanico la media industria registra un calo del -10,6%, mentre la gioielleria segna un -11,1%. Le altre industrie manifatturiere arrivano fino al -13,6% nella stessa fascia dimensionale.
La grande industria mostra invece un quadro più contrastato, con alcune criticità nella chimica (-8,5%) ma anche dati positivi nella metalmeccanica (+3,6%). Nel complesso, però, la provincia di Alessandria mantiene il miglior risultato regionale grazie soprattutto alle performance della micro e piccola industria.
Medio Oriente, pesano energia e materie prime
L’indagine dedica inoltre un approfondimento agli effetti del conflitto in Medio Oriente sulle aziende alessandrine. Secondo i dati raccolti, il 57% delle imprese dichiara un’esposizione indiretta alla crisi, legata soprattutto all’aumento dei costi logistici, energetici e delle materie prime.
Solo il 5% segnala invece impatti diretti collegati all’import-export. Per il 50% delle industrie l’allargamento del conflitto sta generando un impatto significativo sui costi energetici, mentre il 38% lo considera moderato. Percentuali simili emergono anche sul fronte delle materie prime.
Le aziende valutano correttivi
Le criticità riguardano anche gli approvvigionamenti: il 40% delle aziende segnala un impatto moderato sulle forniture di materie prime e componenti, mentre il 20% parla di effetti significativi. Anche i tempi di trasporto risentono delle tensioni internazionali, con rotte più lunghe e costi crescenti.
Per fronteggiare queste difficoltà, il 19% delle industrie ha già attuato o prevede di introdurre revisioni delle politiche di prezzo per compensare l’aumento dei costi energetici e logistici. La maggior parte delle aziende, pari al 65%, non ha invece ancora adottato contromisure specifiche.