Alessandria si colora per l’AL Pride 2026: corteo, musica e diritti
ALESSANDRIA – Colori, musica, bandiere, striscioni e tanta partecipazione. L’edizione 2026 dell’AL Pride ha animato le strade di Alessandria. Trasformando il centro cittadino in una grande festa dedicata ai diritti, all’inclusione e alla libertà di essere sé stessi.
Lo slogan scelto per quest’anno, “Senza fine”, ha accompagnato il lungo corteo che ha attraversato la città tra carri allegorici, musica e messaggi di sensibilizzazione a sostegno della comunità Lgbtqia+.
Il corteo, organizzato come ogni anno dall’associazione Tessere le Identità, si è concluso al Parco Carrà, dove sono proseguiti incontri, momenti di confronto, spettacoli musicali e aree dedicate allo street food.
Vera Aloe madrina dell’edizione 2026
Tra gli applausi del pubblico è stata accolta Vera Aloe, madrina dell’edizione 2026, che ha accompagnato una manifestazione ormai diventata un appuntamento consolidato per la città.
Il Pride alessandrino si conferma infatti uno dei principali momenti di sensibilizzazione sui temi dell’uguaglianza, della lotta alle discriminazioni e della valorizzazione delle differenze.
Lungo il percorso erano presenti associazioni, cittadini, famiglie e rappresentanti delle istituzioni che hanno voluto testimoniare il proprio sostegno alla manifestazione.
Cazzulo: «I diritti illuminano ciascuno di noi»
Per l’assessore alle Pari Opportunità Roberta Cazzulo, «i diritti sono come il sole, illuminano ciascuno di noi», ha affermato davanti ai partecipanti”.
L’assessora ha sottolineato come il Pride non rappresenti soltanto una festa, ma anche un momento di riflessione collettiva. «Il Pride è un atto di resistenza collettiva, di affermazione politica, di visibilità e di orgoglio per la propria identità. È umano, politico, indivisibile, cambiamento ed energia positiva».
Nel suo intervento ha inoltre ricordato alcune tappe fondamentali della storia del movimento per i diritti Lgbtqia+. Dai moti di Stonewall del 1969 fino alla decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che nel 1990 eliminò l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali.
«Il cammino per i diritti non è finito»
Secondo Cazzulo il tema scelto per l’edizione 2026 sintetizza perfettamente il significato della manifestazione. «Lo slogan “Senza fine” esprime il fatto che la lotta per i diritti non si esaurisce con una legge o una conquista. Ma richiede un impegno costante e duraturo, soprattutto da parte delle istituzioni».
L’assessora ha richiamato anche l’attenzione sui dati relativi agli episodi di discriminazione e violenza omotransfobica registrati in Italia, evidenziando l’importanza dell’educazione all’affettività e al rispetto delle differenze.
«La libertà è di tutti oppure diventa il privilegio di pochi», ha concluso.