Caso Solvay: gli attivisti in presidio questa mattina per l’udienza dal Gup
L'eurodeputata (Avs) Cristina Guarda vicina ai comitati: "La salute dei cittadini e il futuro del territorio di Spinetta Marengo non possono essere l'oggetto di una transazione economica al ribasso"
ALESSANDRIA – Questa mattina, mercoledì 3 giugno, riprende l’udienza preliminare che dovrà valutare le contestazioni della Procura alessandrina nei confronti di due ex dirigenti Solvay di Spinetta Marengo. Sono accusati di disastro ambientale colposo. Davanti a palazzo di giustizia, a partire dalle 9.30, sarà presente il presidio del movimento contro l’inquinamento anche da Pfas – “Ce l’ho nel sangue”.
Le parti si confronteranno davanti al Gup, Arianna Ciavattini. La pubblica accusa è rappresentata dal pubblico ministero Enrico Arnaldi di Balme.
Caso delicato
Si tratta di un fascicolo spinoso. Le udienze, in due anni, hanno subito diversi rinvii per permettere una trattativa tra l’azienda e le parti civili, molte delle quali hanno accettato e chiuso la loro posizione.
Nel processo sono ancora parti civili il Wwf (con l’avvocato Vittorio Spallasso), Legambiente nazionale (con l’avvocato Cristina Carola Giordano), e il circolo di Legambiente Ovada. Oltre a diversi cittadini.
L’intervento dell’onorevole Cristina Guarda
Il crollo delle parti civili
Il contrasto politico
“L’assessore Riboldi – continua Guarda – convoca task force e promette monitoraggi che poi, nei fatti, faticano a tradursi in risposte tempestive sul territorio. I cittadini aspettano ancora il completamento del biomonitoraggio a partire dal raggio dei tre chilometri dallo stabilimento”.
“Sosteniamo con forza i comitati nel chiedere lo stop immediato ad accordi stragiudiziali che vanificherebbero il processo. Pretendiamo assoluta trasparenza sulle bonifiche della falda acquifera, il blocco immediato della produzione di composti PFAS (compreso il cC6O4) entro l’anno e un confronto pubblico trasparente sull’iter del rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)…”, conclude Guarda.