PFAS nell'aria che respiriamo: trovati nelle polveri più fini, ma non ci sono limiti di legge
ALESSANDRIA - I Pfas non si fermano al suolo: viaggiano nell’aria che respiriamo arrivano dove il respiro umano è più…
MONTECASTELLO – «Non posso chiudere l’aria». È con questa immagine netta che il sindaco Gianluca Penna ha sintetizzato la situazione emersa dai risultati delle analisi ambientali effettuate da Arpa nel 2025, ribadendo come i valori rilevati non rappresentino una sorpresa per chi da tempo segue il dossier PFAS sul territorio. Arpa ha delineato come i Pfas viaggino nell’aria che respiriamo agganciati alle particelle più fini e persistenti del particolato atmosferico.
PFAS nell'aria che respiriamo: trovati nelle polveri più fini, ma non ci sono limiti di legge
ALESSANDRIA - I Pfas non si fermano al suolo: viaggiano nell’aria che respiriamo arrivano dove il respiro umano è più…
«I dati riscontrati nel 2025 sono sostanzialmente quelli che già conoscevamo nel 2024 – ha spiegato – sia per quanto riguarda l’aria sia per quanto riguarda il suolo». Valori inferiori rispetto a quelli registrati in Fraschetta dove c’è il polo chimico, ma «notevolmente superiori» rispetto ad Alessandria. Una presenza che, secondo il primo cittadino, non riguarda soltanto il comune interessato, ma tutte le aree esposte alla direzione dei venti che trasportano particelle sottili in prossimità delle comunità locali.
Diverso il discorso per l’acqua. «In quel caso una soluzione è stata trovata», ha ricordato Penna, citando come esempio la chiusura del pozzo che alimentava l’acqua potabile di Montecastello contaminato da cC604, e gli interventi d’emergenza che hanno consentito di garantire acqua potabile alla popolazione. «Con l’aria questo non è possibile. Non posso chiudere l’aria».
Da qui la richiesta di cambiare approccio. «Dobbiamo fermarci con il solo discorso delle analisi del sangue e dei controlli», ha affermato. «Abbiamo la certezza che queste sostanze sono presenti nell’aria, probabile che siano presenti anche nel sangue». Il riferimento è agli screening effettuati sulla popolazione, i cui risultati di Scenarius, il progetto europeo, saranno illustrati nelle prossime settimane. Secondo il sindaco, gli esiti confermeranno la presenza di PFAS nel sangue dei cittadini che si sono sottoposti ai controlli.
Per questo motivo, sostiene, è arrivato il momento di passare agli interventi concreti. Sul fronte sanitario, il sindaco chiede l’attivazione di un protocollo specifico e la presa in carico della popolazione da parte dei medici di medicina generale, con controlli e analisi, per individuare in maniera preventiva quegli organi bersaglio che potrebbero essere intaccati da queste sostanze.
Ma le richieste riguardano anche il piano politico. «Lo stabilimento non deve più far uscire una sola molecola all’esterno», ha dichiarato. «L’azienda può produrre sicuramente i Pfas come ritine opportuno farlo, ma non devono uscire molecole che possono venire a contatto con la popolazione».
Infine, l’appello alle istituzioni nazionali ed europee affinché vengano introdotti limiti alle emissioni. «È un passaggio fondamentale – ha concluso – perché senza limiti non sarà possibile adottare provvedimenti in qualche modo definitivi». Un impegno che il sindaco assicura di portare avanti «a tutti i livelli» a tutela della propria comunità e alla luce di quanto emerso dalle indagini ambientali.