Alessandria, “Siamo Tutti Pedoni” punta a superare tutte le barriere
Nuova panchina al Parco Carrà grazie ai sindacati dei pensionati. L'assessore Cazzulo: «L'accessibilità è un diritto che riguarda non solo gli ostacoli fisici ma anche quelli culturali e sociali»
ALESSANDRIA – Costruire città più accessibili, inclusive e capaci di garantire a tutti una piena partecipazione alla vita sociale. È questo il messaggio al centro della campagna nazionale “Siamo Tutti Pedoni”. Che anche nel 2026 torna a promuovere una riflessione sul rapporto tra mobilità, sicurezza e qualità della vita urbana. Il tema scelto per quest’anno è “Oltre le barriere”, un invito a guardare oltre il concetto tradizionale di accessibilità e a considerare non soltanto gli ostacoli fisici. Ma anche quelli sensoriali, culturali e sociali che possono limitare la libertà e l’autonomia delle persone.
A sottolinearlo è l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Alessandria Roberta Cazzulo. Che richiama l’attenzione sulla necessità di sviluppare una visione sempre più inclusiva degli spazi pubblici.
Accessibilità come diritto di cittadinanza
«La campagna nazionale “Siamo Tutti Pedoni” torna anche quest’anno a portare l’attenzione su questi temi non solo per mettere l’accento sulla necessità di tutelare gli utenti più vulnerabili della strada. Ma per aprire una riflessione più ampia sull’accessibilità globale delle nostre città», spiega Cazzulo.
Secondo l’assessore, il concetto di accessibilità deve essere esteso a tutte le dimensioni della vita quotidiana. Comprendendo non soltanto la sicurezza stradale e l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche il superamento di tutti quegli ostacoli che limitano la partecipazione alla vita sociale. «Non si tratta solo di attenzione, ma del riconoscimento di un diritto da cui non si può prescindere», sottolinea.
Città più inclusive e partecipate
L’obiettivo della campagna è favorire condizioni di vivibilità che consentano una piena fruizione degli spazi pubblici e delle opportunità offerte dal territorio. «Molto spesso le città limitano la possibilità di vivere l’autonomia degli spostamenti ma anche di usufruire pienamente delle opportunità offerte dai contesti di vita», evidenzia l’assessore.
Per questo motivo diventa fondamentale promuovere una nuova cultura della progettazione urbana. Capace di coinvolgere direttamente la comunità e, in particolare, le categorie più fragili e vulnerabili della popolazione. La qualità dello spazio pubblico, infatti, non dipende esclusivamente dall’assenza di ostacoli fisici, ma anche dalla capacità di garantire inclusione, partecipazione e relazioni sociali.
Il ringraziamento ai sindacati dei pensionati
Nel suo intervento, Roberta Cazzulo ha voluto rivolgere un ringraziamento ai sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil. Impegnati da anni su questi temi attraverso attività di confronto e progettazione sul territorio. «Portano avanti un’importante azione di contrattazione territoriale proponendo soluzioni e progetti in materia di sicurezza e cittadinanza per rispondere ai bisogni della popolazione anziana e fragile», ha ricordato.
Un lavoro che si inserisce nel più ampio percorso volto a rendere le città sempre più attente alle esigenze delle persone più esposte al rischio di esclusione.
La panchina inclusiva simbolo della comunità
Tra le iniziative che rappresentano concretamente questi valori vi è la panchina inclusiva installata al Parco Carrà. Per l’assessore si tratta di un simbolo importante, capace di promuovere la cultura del rispetto delle differenze e il contrasto a ogni forma di emarginazione.
«La panchina inclusiva promuove la cultura del rispetto della diversità e della lotta a ogni forma di emarginazione sociale. E vuole essere un simbolo visibile di una comunità che abbatte ogni distanza».