Alessandria traina l’export piemontese: +18,7% nei primi mesi del 2026
Economia
13 Giugno 2026
ore
07:23 Logo Newsguard
Il report

Alessandria traina l’export piemontese: +18,7% nei primi mesi del 2026

Le esportazioni dell’Alessandrino registrano il miglior risultato tra le principali province della regione. Il Piemonte cresce del 2,8% e si conferma quinta regione esportatrice d’Italia

ALESSANDRIA – È la provincia di Alessandria a mettere a segno una delle performance più brillanti del commercio estero piemontese nel primo trimestre del 2026. Secondo i dati diffusi da Unioncamere Piemonte, le esportazioni alessandrine sono cresciute del 18,7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Contribuendo quindi in modo significativo alla crescita complessiva della regione.

Un risultato che assume ancora maggiore valore se inserito nel contesto generale dell’economia internazionale. Caratterizzato da tensioni geopolitiche, incertezze sui mercati e continui riassetti delle catene globali del valore. Nonostante questo scenario complesso, il Piemonte ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con esportazioni pari a 15,6 miliardi di euro. In aumento del 2,8%, una crescita superiore alla media nazionale ferma all’1,3%.

La regione si conferma così al quinto posto nella graduatoria italiana dell’export, con una quota del 9,6% sul totale nazionale.

Alessandria tra i territori più dinamici

Nel panorama piemontese, Alessandria rappresenta il 13,3% delle esportazioni regionali, collocandosi alle spalle di Torino e Cuneo e davanti a Novara per peso economico. A differenza di altre province che hanno registrato flessioni o risultati più contenuti, il territorio alessandrino ha evidenziato una crescita particolarmente marcata.

Tra le principali province esportatrici, infatti, Cuneo ha segnato un calo del 4,8% e Novara una diminuzione dell’1%, mentre Torino è cresciuta del 4%. L’incremento dell’Alessandrino risulta quindi uno dei più significativi a livello regionale.

A livello generale, il saldo commerciale del Piemonte si è mantenuto ampiamente positivo, raggiungendo i 4,2 miliardi di euro. In crescita rispetto ai 3,6 miliardi registrati nello stesso periodo dello scorso anno.

Mezzi di trasporto e alimentare sostengono la crescita

L’analisi di Unioncamere evidenzia come il principale motore dell’export piemontese continui a essere il comparto dei mezzi di trasporto. Che vale oltre 3,3 miliardi di euro e cresce del 6% su base annua. Particolarmente positive le performance della componentistica automobilistica, degli autoveicoli e soprattutto del settore aerospaziale, che registra un balzo del 32,9%.

Buoni risultati arrivano anche dal comparto alimentare e delle bevande, che cresce del 3,5%. Confermando perciò la sua capacità di mantenere solide quote di mercato anche in una fase economica complessa. Più difficile invece la situazione per la meccanica, che registra una contrazione dell’1,6%. Mentre risultano in crescita il tessile e abbigliamento (+6,1%), i metalli (+5,8%) e gli apparecchi elettrici (+2,5%).

Europa primo mercato di riferimento

Le imprese piemontesi continuano a trovare nell’Unione Europea il principale mercato di sbocco. I Paesi dell’Ue assorbono infatti il 62,8% delle esportazioni regionali e hanno registrato una crescita del 4,5% rispetto al primo trimestre del 2025.

Francia e Germania si confermano i partner commerciali più importanti, mentre crescono in modo significativo anche Spagna, Austria, Paesi Bassi e Romania. Al di fuori dell’Uea, gli Stati Uniti restano il primo mercato di destinazione, pur registrando una flessione del 7,9%. In crescita Svizzera e Regno Unito.

«Il Piemonte conferma la propria vocazione internazionale, registrando una crescita dell’export del 2,8%, superiore alla media nazionale dell’1,3%. Questo, nonostante le difficoltà dei mercati storici e il perdurare delle tensioni geopolitiche», commenta il presidente di Unioncamere Piemonte Gian Paolo Coscia. Che sottolinea il ruolo della competitività delle imprese piemontesi e della capacità di rafforzare la presenza sui mercati esteri.

Articoli correlati
Tensioni in Medio Oriente, effetti sulle imprese piemontesi: costi su, export giù
Economia
Il report
Indagine su 1.200 aziende: cresce la pressione su energia e logistica, rallenta anche il terziario per la prima volta dal 2020
11 Aprile 2026
ore
20:06
TORINO - Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in particolare la guerra in Iran, stanno influen...
Leggi di piú
Leggi l'ultima edizione