Casale e Alessandria, da un donatore di 79 anni tre trapianti che ridanno speranza
Un fegato e due reni trapiantati con successo grazie a una complessa procedura di donazione
CASALE MONFERRATO – Dal dolore di una famiglia è nata una nuova speranza per tre persone. È il risultato di una straordinaria operazione di donazione e trapianto di organi che ha visto protagonisti il Presidio Ospedaliero Santo Spirito di Casale Monferrato e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria. In una collaborazione che ha ricevuto il formale apprezzamento del Coordinamento Regionale delle Donazioni (Crp).
Grazie alla generosità di un donatore di 79 anni e al lavoro di decine di professionisti sanitari, è stato possibile effettuare con successo tre trapianti. Restituendo così concrete prospettive di vita ai pazienti riceventi.
Il protagonista di questa storia di solidarietà era un uomo di 79 anni ricoverato inizialmente all’ospedale di Casale Monferrato per una grave endocardite. Successivamente il paziente è stato colpito da una grave emorragia cerebrale che ha compromesso irreversibilmente il quadro clinico.
Di fronte a una situazione ormai destinata al fine vita, l’équipe della Struttura Complessa di Rianimazione del presidio casalese ha avviato il percorso denominato Intensive Care to Facilitate Organ Donation (Icod). Una procedura riconosciuta a livello internazionale che permette di valutare la possibilità di donazione degli organi anche in contesti particolarmente delicati. Fondamentale è stato il dialogo con i familiari, accompagnati con sensibilità e professionalità durante tutte le fasi del percorso.
Il trasferimento ad Alessandria per la donazione
Trascorse le 72 ore di osservazione previste dalla normativa senza che si verificassero le condizioni necessarie per accertare la morte secondo i criteri neurologici, si è reso necessario attivare una procedura particolarmente complessa. Il paziente è stato quindi trasferito presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, struttura autorizzata a eseguire la donazione dopo morte cardiaca. E conosciuta come Dcd (Donation after Circulatory Death).
Qui sono stati completati gli accertamenti clinici e organizzative tutte le attività necessarie al prelievo degli organi, conclusosi con successo il giorno successivo. Un’operazione che ha richiesto il coordinamento tra diverse équipe sanitarie e la perfetta integrazione tra le strutture coinvolte.
Tre trapianti riusciti e pazienti in buone condizioni
Grazie a questo complesso percorso è stato possibile rispettare le volontà del donatore. Trasformando così una tragedia personale in una concreta opportunità di vita per altre persone. Un paziente ha ricevuto il trapianto di fegato, mentre altri due hanno beneficiato di un trapianto renale.
Secondo quanto comunicato dalle strutture sanitarie coinvolte, tutti e tre i riceventi si trovano attualmente in buone condizioni cliniche. Un risultato che conferma il valore della cultura della donazione e l’importanza del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti impegnati nella rete trapiantologica.
Il ringraziamento della Asl Al
La Direzione Generale della Asl Al, composta dal direttore generale Francesco Marchitelli, dal direttore sanitario Luigi Rossi e dal direttore amministrativo Paolo Puorro, ha espresso profonda gratitudine per il lavoro svolto. Un riconoscimento particolare è stato rivolto al personale del presidio di Casale Monferrato, guidato dal coordinatore locale delle donazioni Filippo Poncina, e all’équipe dell’Aou Al coordinata dalla dottoressa Valeria Bonato.
«I nostri operatori hanno dimostrato non solo una competenza tecnica d’eccellenza. Ma anche una profonda umanità nella gestione del fine vita e nell’accompagnamento dei familiari», sottolinea la Direzione. Il ringraziamento più sentito è stato però rivolto al donatore e alla sua famiglia, il cui gesto di altruismo ha permesso di salvare altre vite.
Sull’importante risultato è intervenuto anche l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. «Ancora una volta il Piemonte riconferma la propria eccellenza nell’ambito dei trapianti. La collaborazione tra le aziende sanitarie, in questo caso Alessandria e Casale Monferrato, e il Coordinamento regionale dei Trapianti, insieme alla generosità di un donatore, hanno consentito di raggiungere uno straordinario risultato».