Alessandria, al Conservatorio (per 3 anni) due studenti di Gaza
I ragazzi palestinesi con Marco Santi, direttore del Conservatorio
Società
Massimo Brusasco  
23 Giugno 2026
ore
16:10 Logo Newsguard
Buona notizia

Alessandria, al Conservatorio (per 3 anni) due studenti di Gaza

Le testimonianze di Jamil e Raghad, ragazzi palestinesi che studieranno qui grazie a una significativa rete solidale. Come aiutarli.

ALESSANDRIA – Jamil Mahmoud ha 24 anni ed era iscritto a Medicina a Gaza. Sempre a Gaza, Raghad AbdAlqader, 22 anni, studiava per diventare dentista. Entrambi della Palestina, erano prossimi alla laurea.

Ora Jamil è studente di Musica elettronica al conservatorio Vivaldi, dove la ragazza, che al suo Paese aveva cominciato a suonare la chitarra, sta frequentando un corso di liuto.

I ragazzi sono qui grazie al progetto Afam  (Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica) dedicato a giovani provenienti dai Territori Palestinesi. Li accolgono in Italia i conservatori di Alessandria, Cagliari, Matera, il Politecnico delle Arti di Bergamo, la Fondazione Milano Scuole Civiche e la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Otto, in totale, gli ospiti.

 

“A Gaza, la vita era normale…”

“La vita prima della guerra a Gaza – ci raccontano – era normale. La vivevamo da studenti, coi nostri studi e le nostre occupazioni. Dall’ottobre 2023, tutto è cambiato. E  la vita è è diventata una ricerca della sopravvivenza. Non c’è più la possibilità di avere luce, acqua corrente con continuità, non si ha più la possibilità di dormire una notte intera. Ci si deve confrontare con  ansia continua e lutti”.

Jamil, il 9 giugno dell’anno scorso,  ha perso il fratello. Sia lui che Raghad cercavano disperatamente un modo per fuggire da Gaza,  Raghad ha una sorella che vive in Italia e ha studiato all’Università di Pavia. “Qui per fortuna  – dicono – si può studiare, c’è acqua e luce tutto il giorno, si può dormire la notte, uscire la sera. Non si vive nell’ansia continua, anche se il pensiero va sempre a chi è a Gaza, ovvero persone che in qualche modo devono essere aiutate”.
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Sarebbe bello rimanere qui

Ci ricordano di ringraziare chi, qui, sta dando loro una mano,  a cominciare dal professor Marco Santi, direttore del Vivaldi, che con tenacia ha preparato il loro arrivo al Conservatorio di Alessandria.
“Non possiamo dire con certezza quale sarà il nostro futuro – spiegano – Siamo attesi da tre anni di studio per conseguire il diploma al Conservatorio. Ed è un percorso che vogliamo portare avanti con impegno per onorare l’opportunità che ci è stata data. Certo che rimanere in Italia sarebbe bello…”.

 Raghad, dopo il diploma in liuto, vorrebbe continuare a lavorare nel campo della musica. Jamil ha altre ambizioni: per lui, concludere il percorso come medico non sarebbe male.

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Come aiutarli

L’ospitalità, per i prossimi tre anni, viene loro garantita da una rete solidale, che vede impegnati, oltra al Conservatorio,  il Collegio Santa Chiara, la Caritas diocesana (Fondazione Opere di Giustizia e Carità), l’associazione di solidarietà con la Palestina “L’ulivo e il libro” di Alessandria, l’ANPI provinciale Alessandria, le associazioni Orizzonti Verdi, Solidarietà Internazionale ed Emergenze (Sie), Yggdra, San Benedetto al Porto, l’Associazione per la pace e la nonviolenza, l’Associazione Pantheon.

Chiunque volesse supportare l’iniziativa può contattare il Conservatorio Vivaldi di Alessandria (ufficio.stampa@conservatoriovivaldi.it) e/o effettuare una donazione liberale (conto corrente 000103784649 IBAN IT 47 R 02008 10400 000103784649 BIC/SWIFT UNCRITM1835 Unicredit Banca, intestato a Opere di Giustizia e Carità ETS, con causale “studenti palestinesi”).

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