E’ di San Salvatore il vicepresidente nazionale degli Alpini
Corrado Vittone: ""Orgoglioso della nomina. Noi sempre vicini alla gente. L'adunata ad Alessandria? Speriamo nel 2033..."
SAN SALVATORE MONFERRATO – E’ di San Salvatore Monferrato il vicepresidente nazionale degli Alpini.
Corrado Vittone, commercialista, 64 anni a luglio, si racconta al ‘Piccolo’.
A sorpresa, Giorgia Meloni
Vittone, partiamo dalla fine. Domenica a Gemona, l’incontro con Giorgia Meloni di cui tanto si è parlato.
C’era il raduno del terzo raggruppamento, quello del Triveneto. E’ stata una sorpresa. Noi del direttivo l’abbiamo saputo soltanto sabato.
Lei è stato nominato di recente vicepresidente. Un bell’onore.
Sono uno dei tre più stretti collaboratori del presidente nazionale Sebastiano Favero. L’Ana, coi suoi 320mila iscritti, è l’associazione d’arma più grande del mondo. Ora siamo un’associazione di volontariato a tutti gli effetti, capillarmente presenti sul territorio, con 80 sezioni nazionali e 4.300 gruppi. Sono numeri importanti, che danno l’idea dell’impegno.
Il fascino degli Alpini
Quando ha fatto l’Alpino?
Nel 1988/1988, con il Car a Cuneo, come da celebre battuta di Totò. Poi sono stato effettivo al Battaglione logistico della Brigata alpina Taurinense e poi nel contingente della Cuneense, coinvolto nel pronto intervento della Nato.
Missioni all’estero?
Quando sono arrivato io, il reparto era in Turchia e sarebbe andato in Danimarca quando io mi stavo congedando. Di fatto ho saltato le esperienze internazionali. E lo dico con rammarico: avrei voluto fermarmi un mese in più per partecipare alla missione danese, ma non mi fu possibile: “O metti la firma, o niente”, mi dissero. E allora lasciai perdere.
Cos’è che differenzia gli Alpini?
L’addestramento in montagna è istruttivo. Se hai zaini pesanti e fatichi, sei costretto a relazionarti con gli altri. Questo cooperazione la trasferiamo poi nella vita civile. E gli Alpini sono amati proprio per lo spirito solidaristico che ci contraddistingue. Lo vediamo in molte occasioni. Anche a Gemona, dove peraltro si celebrava il 50esimo dal terremoto del Friuli ed erano presenti 40 alpini alessandrini, è stato così. Ho visto gente commuoversi al passaggio degli Alpini. E un imprenditore locale, probabilmente memore dell’aiuto da noi fornito per la ricostruzione dopo il sisma, ha invitato moltissime ‘penne nere’ a pranzo nella sua mensa aziendale. E’ stato un gesto di grande generosità.
Dal Friuli a… Alessandria
A proposito di raduno del raggruppamento. Quello svoltosi a settembre ad Alessandria è stato un successo.
Certo: è andato tutto per il meglio. E’ arrivata gente da Roma, dall’Abruzzo… Sono persone che hanno promesso di tornare a visitare la nostra zona.
Ora aspettiamo l’adunata nazionale.
Purtroppo, il nostro raggruppamento ne ha già organizzate due di recente, a Biella e Genova. Nel 2027 toccherà a Brescia, poi a Verona o Matera. Quando sarà la volta del Nord Ovest, penso che prevarrà Cuneo, forte per tradizione e numero di Alpini. Se si andrà a rotazione tra i vari raggruppamenti, mi sa che dovremo attendere il 2033 o il 2034.