Alessandria, addio ad Adriano Pittatore. Storico maestro delle zeppole
Aveva raccolto l'eredità della storica pasticceria di corso Roma, custode di una tradizione dolciaria iniziata nell'Ottocento. Con lui se ne va un volto conosciuto e amato da generazioni di alessandrini
ALESSANDRIA – Si è spento Andrea Leone Pittatore, per tutti semplicemente Adriano. L’ultimo erede di una delle insegne che hanno scritto la storia della pasticceria alessandrina. Il suo nome resterà indissolubilmente legato alla storica Pasticceria Pittatore di corso Roma, chiusa ormai da oltre vent’anni. Ma ancora oggi viva nella memoria della città grazie ai suoi dolci e, soprattutto, alle celebri zeppole di San Giuseppe.
Per molti alessandrini la festa del 19 marzo aveva un rituale immancabile. I clienti più affezionati non si limitavano ad acquistare le zeppole al banco: oltrepassavano il negozio per entrare direttamente nel laboratorio, dove Adriano e il suo staff friggevano senza sosta farciò e zeppole. Un ricordo indelebile per intere generazioni.
Questa sera alle 19.30, nella parrocchia di Sant’Alessandro, sarà recitato il rosario. Domani – sabato 27 giugno – i funerali alle 11.
Una lunga, dolce tradizione
La storia della famiglia Pittatore affonda le radici nel dopoguerra. Nel 1955 fu Giuseppe Pittatore a rilevare da Carlo Romano il segreto e la tradizione della storica pasticceria, nata nel 1880. Obiettivo, proseguire un’attività che era già diventata un punto di riferimento cittadino. Negli anni successivi il testimone passò al nipote Andrea Leone Pittatore, che seppe conservare sapori, ricette e profumi di un tempo.
Un locale rimasto quasi immutato negli arredi originali, capace di custodire l’atmosfera della vecchia Alessandria e di trasformare ogni dolce in un pezzo di memoria collettiva. Con la scomparsa di Adriano Pittatore se ne va non solo un pasticcere, ma uno degli ultimi interpreti di una tradizione artigianale che ha accompagnato la vita della città per decenni.