Casale: “Perdiamo un anticorpo al male”, il ricordo di Daria Carmi per Dirce Gusmano
Società
27 Giugno 2026
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Testimonianza

Casale: “Perdiamo un anticorpo al male”, il ricordo di Daria Carmi per Dirce Gusmano

Figlia dei Giusti tra le Nazioni, ha dedicato la vita a tramandare la memoria della Shoah. Da bambina contribuì a salvare sedici piccoli ebrei nascosti a Casale.

CASALE MONFERRATO – Addio a Dirce Gusmano, custode della memoria e figlia dei Giusti tra le Nazioni. Si è spenta giovedì Dirce Gusmano, testimone preziosa della Shoah e della solidarietà che salvò sedici bambini ebrei durante l’occupazione nazifascista. Figlia di Giuseppina Gusmano e Felice Pretti, riconosciuti nel 2000 dallo Yad Vashem come Giusti tra le Nazioni, Dirce ha dedicato gran parte della sua vita a custodire e trasmettere quella storia di coraggio che la vide protagonista, seppur bambina.

‘Una perdita personale e collettiva’

A ricordarla con parole di profonda commozione è Daria Carmi, presidente della Comunità Ebraica di Casale Monferrato, che parla di una perdita «prima di tutto personale» e insieme collettiva.

«Con grandissima tristezza apprendo che ci ha lasciati Dirce Gusmano. Avrei voluto incontrarla ancora una volta, ricevere quel sorriso dolce e quello sguardo di assoluta empatia che la abitava», scrive Carmi. «Oggi il mondo perde una piccola ma enormemente preziosa donna: perdiamo un anticorpo alla cattiveria dell’uomo contro l’uomo».

Nel settembre del 1943, quando aveva appena dieci anni, Dirce condivise il segreto custodito dai suoi genitori, che decisero di nascondere nella loro casa di Salita Sant’Anna i sedici bambini dell’orfanotrofio ebraico di Torino, sfollati a Casale Monferrato dopo l’8 settembre. «Non fu una spettatrice – ricorda Carmi – ma una piccola complice silenziosa, capace di custodire un segreto da cui dipendevano sedici vite».

Da quell’esperienza nacque un impegno durato tutta la vita. Dirce Gusmano è diventata una delle voci più autorevoli della memoria casalese, raccontando la sua storia nelle scuole, partecipando al docufilm L’ora del tempo sognato, al libro nato dalla sua testimonianza e a numerose iniziative dedicate alla Shoah e ai valori della convivenza.

«Raccontava con una generosità rara, senza trattenere nulla, perché sapeva che la sua memoria privata apparteneva ormai a tutti», sottolinea la presidente della Comunità Ebraica, definendola «un anticorpo al pregiudizio, al razzismo e alla distanza fra gli esseri umani».

L’importanza della trasmissione della memoria alle nuove generazioni

Carmi ricorda anche il legame personale che univa le due famiglie e l’importanza della trasmissione della memoria alle nuove generazioni. Tra le esperienze più significative cita il progetto Memorie di Famiglia, al quale partecipò anche una nipote di Dirce: «Aveva imparato esattamente ciò che c’era da imparare. È la prova più bella che il testimone è passato di mano».

Il messaggio si conclude con un abbraccio ai familiari – alle figlie e ai numerosi nipoti – e con le condoglianze espresse, oltre che a titolo personale, anche a nome della Comunità Ebraica di Casale Monferrato e dei suoi iscritti, in particolare di Adriana Ottolenghi e Claudia Debenedetti.

Con la scomparsa di Dirce Gusmano, Casale Monferrato perde una delle sue testimoni più autentiche. Resta il patrimonio della sua voce, capace di trasformare una vicenda familiare in una lezione universale di responsabilità, coraggio e umanità.

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