Merlino è l’uomo chiave del primo consiglio comunale di Valenza
Primo consiglio comunale della Giunta Ballerini: tra caldo, colpi di scena e una minoranza già spaccata, è il consigliere di Fratelli d'Italia a fare la differenza.
VALENZA – Al primo appello del primo consiglio comunale della Giunta Ballerini, Luca Merlino è assente. Arriverà qualche minuto dopo: poco male, si è perso solamente un po’ di burocrazia. Da quando si siede tra i banchi, invece, la situazione si accende: andiamo per ordine e ricostruiamo le tappe fondamentali.
Dopo gli inni, subito le schermaglie
Sono le 21 e qualche minuto: Palazzo Pellizzari, nonostante i ventilatori, è un forno a microonde, ma tra le sedie riservate al pubblico non si trova un posto neanche a pagarlo. Valenza, evidentemente, ha risposto presente. Dopo gli inni si convalida l’elezione del sindaco, con Luca Ballerini ad effettuare il giuramento. Alessandro Deangelis parte subito in quarta, parafrasando addirittura Giulio Andreotti: «L’umiltà è una virtù stupenda. Ma non quando si esercita nella dichiarazione dei diritti». (Il Divo, a dire il vero, parlava di dichiarazione dei redditi). Comunque sia, viene chiesta la sospensiva della discussione sulle linee programmatiche: secondo Deangelis, allegare un confronto con il programma elettorale non è cosa da fare. La maggioranza vota contro: si prosegue.
La presidenza del consiglio: la proposta a sorpresa e il voto di Merlino
Si passa all’elezione del presidente del consiglio, ma Marilena Griva ferma tutto e chiede una sospensione, per un colloquio a porte chiuse tra sindaco e consiglieri di minoranza (Merlino compreso, che nel frattempo è arrivato). L’argomento è presto svelato al ritorno in aula: la proposta di eleggere un consigliere di minoranza, che nella fattispecie è Salvatore Di Carmelo. Ballerini definisce la proposta «azzardosa» e «difficile da accettare» e parla di una fiducia che si è incrinata in campagna elettorale, ma rimette tutto alla proposta dei suoi consiglieri: nessuna sorpresa, la prescelta è Marina Baiardi. La quale, però, ha bisogno dei due terzi per essere eletta, o tutto verrà rinviato di dieci giorni: gli 11 voti (maggioranza e sindaco) non bastano, ne servono 12.
Si vota, su richiesta all’ultimo minuto da parte del sindaco, prima su Di Carmelo, che prende solo i 6 voti di minoranza. Merlino, a quel punto, chiede la parola e annuncia che voterà per Baiardi: «Fra dieci giorni l’esito sarebbe comunque questo, per cui meglio accorciare i tempi per iniziare a lavorare». Il senso pratico è ineccepibile, ma la portata simbolica del gesto non è trascurabile: a microfoni spenti, Di Carmelo mormora (si fa per dire): «Non avevamo dubbi!».
Le commissioni: la minoranza si spacca (e qualcuno lascia l’aula)
Sui vicepresidenti ci si accorda in fretta: saranno Settimio Siepe e Davide Varona. In commissione elettorale vanno invece Alberto Lanza, Enrico Gamba e Alessia Zaio, con Paola Volante, Stefania Battista e il già citato Di Carmelo come membri supplenti. Ma il punto focale sono le commissioni: anzi, la commissione 2, quella sul bilancio. Le proposte della maggioranza sono Battista, Volante e Gianmaria Api, eletti senza problemi. La minoranza, invece, si spacca: oltre a Varona e Deangelis, Merlino si alza per proporre…se stesso, a nome di Fratelli d’Italia.
Varona passa con 17 voti su 17, mentre i 10 di maggioranza bocciano Deangelis, con Merlino astenuto. L’epilogo, a questo punto, è scontato: il Fratello d’Italia viene eletto, con i compagni di opposizione che si astengono. I rapporti di forza, a questo punto, sono chiari: l’ex delfino di Tosetti va per la sua strada, che si è già trovata a convergere per due volte con i colleghi seduti di fronte. Quelli che invece sono al suo fianco, invece, decidono di abbandonare l’aula: il segnale non poteva essere più chiaro. Spaccatura nella spaccatura, poi, quella del centrodestra, con Zaio in accordo con il “civico” Deangelis e non con il suo collega di coalizione.
Che dire: se il buongiorno si vede dal mattino, ci sarà da divertirsi.