Raghad e Jamil con Mara Scagni
Società, Video
Massimo Brusasco  
3 Luglio 2026
ore
13:00 Logo Newsguard
L'iniziativa

Alessandria “adotta” due ragazzi palestinesi. Ora si cercano aiuti

Arrivano da Gaza, studiano al Conservatorio. Le loro testimonianze. Stasera un'iniziativa benefica per contribuire all'ospitalità (ricordando don Fiocchi)

ALESSANDRIA – Jamil si sentiva in colpa. Lui, arrivato in Italia, al sicuro, i suoi famigliari là a Gaza, sotto le bombe. Ha anche perso un fratello di trent’anni: era nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ovvero, nei pressi di una scuola quando su questa è piovuto un missile israeliano.

Ha lasciato una vedova e due figli. E lui, Jamil che quando ne parla quasi si commuove, cosa che fa anche quando racconta di amici e parenti rimasti in Palestina. Agli orrori della guerra non ci si può abituare.

Tra sogni e musica

“E oggi sono mille giorni dall’inizio del genocidio” ricorda Mara Scagni, già sindaca di Alessandria, e ora presidente dell’associazione L’Ulivo e il Libro che, con altre realtà cittadine, si sta preoccupando dell’accoglienza di Jamil, giunto in Italia insieme a Raghad, grazie a un progetto di accoglienza che interessa alcune importanti università del nostro Paese, oltre al Conservatorio di Alessandria.

Jamil ha 24, sogna di fare il medico e al Vivaldi studia musica elettronica. La 22enne Raghad studiava per diventare odontotecnico. Appassionata di musica, brava con la chitarra (“sono autodidatta, grazie a Youtube”), è qui per seguire corsi di liuto, strumento che in Palestina è piuttosto tipico. A ospitarli, il collegio Santa Chiara. A poco a poco si stanno integrando con un’Alessandria che apprezzano molto. E’ un luogo di pace, d’altronde.

Alessandria  “adotta” due ragazzi palestinesi. Ora si cercano aiuti

Alessandria, presidio in piazza per la Palestina

ALESSANDRIA - Presidio per la Palestina, mercoledì 6 maggio alle 17.30, in piazza della Libertà ad Alessandria, di fronte alla Prefettura.…

Palestinesi al Conservatorio

Li incontriamo al Conservatorio. Ci raccontano cos’hanno lasciato e cosa sperano. Lui si immagina medico: per 3 anni ha frequentato l’Università, per uno è mezzo è stato volontario nei reparti di Chirurgia e Radiologia. Quando sei in una zona di battaglia, i pazienti non mancano mai. “Ora spero di entrare in Università e di passare al quinto anno” dice, confidando anche nella bontà della macchina burocratica.

Le videochiamate sono il mezzo col quale mantengono il contatto con la loro terra martoriata da una guerra che ha talmente tante spiegazioni da non averne. Noi delle “cose palestinesi” sappiamo per quel che leggiamo e che vediamo in televisione, ma ascoltare i racconti di chi è nato e cresciuto in quei posti martoriati fa tutto un altro effetto.

Alessandria  “adotta” due ragazzi palestinesi. Ora si cercano aiuti

A Ramallah una via dedicata a don Walter Fiocchi

Alla serata per ricordare il sacerdote scomparso a luglio il Console della Palestina a Milano ha annunciato l'intenzione della città…

Stasera la cena benefica

Stasera, i due giovani palestinesi saranno accolti a Castelceriolo, da una comunità che ricorderà il compianto don Walter Fiocchi, a 12 anni dalla scomparsa. Il programma prevede la visita alla tomba del sacerdote (ore 18.30), la messa (ore 19) e il trasferimento a Cascinagrossa dove è stata organizzata una cena il cui ricavato serve a sostenere l’accoglienza di Jamil e Raghad. Il progetto è di far stare i ragazzi ad Alessandria per 3 anni: il costo complessivo è di 30mila euro, una cifra importante ma ampiamente giustificata. “Tutti i contributi sono ben accetti, perché al momento siamo ancora distanti dal raggiungimento della cifra” dice Mara Scagni.

Quello odierno è soltanto un (lusinghiero) passo, uno dei tanti di un cammino molto lungo, come lunga sembra essere questa guerra che, al pari di altri conflitti, si sa quand’è iniziata, ma non si riesce a immaginare quando potrà finire.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione