Sale, parla Cisco Guida: “Per me qui è la serie A”
Sport
Paolo Livraghi  
3 Luglio 2026
ore
11:45 Logo Newsguard
L'intervista

Sale, parla Cisco Guida: “Per me qui è la serie A”

Prime dichiarazioni del tecnico che torna 'a casa' dopo oltre 10 anni nel vivaio dell'Entella e sei mesi in C a Latina

SALE – Mancava solo l’ufficialità, adesso è arrivata anche quella: Cisco Guida è il nuovo allenatore del Sale. Dopo una brillante carriera da calciatore  e da tecnico (undici anni e mezzo nel settore giovanile dell’Entella, dall’inverno scorso in serie C a Latina come secondo di Volpe) guiderà l’ambiziosa formazione della famiglia Delconte.

Guida, lei è di Grava ma manca dall’Alessandrino ormai da diverso tempo: che sensazione prova a ‘tornare a casa’?
Sono felice di ritrovare amicizie e famiglia, sarà bello stare vicino a loro. Ho grande entusiasmo per questa avventura, diversa da tutte le altre: il primo allenatore, tra i grandi, l’ho fatto solo per tre settimane ai tempi del Derthona. Mi sento pronto e ho enormi motivazioni.

Nel vivaio dell’Entella ha allenato un po’ tutte le categorie. Che differenza c’è tra guidare una squadra di giovani e una in Promozione?
Credo che il calcio, nei suoi principi fondamentali, sia lo stesso a qualsiasi livello. Rispetto, comunicazione e capacità di insegnare sono valori che devono accompagnare ogni allenatore, sia nel settore giovanile sia tra i dilettanti. L’esperienza con i ragazzi è stata molto formativa e mi porto dietro un bagaglio importante. So bene che a Sale sarà diverso: allenerò persone che lavorano e vivono il calcio come una passione, quindi ci saranno dinamiche quotidiane differenti. Ma questo non cambia ciò che considero indispensabile: serietà, disponibilità e il giusto atteggiamento. Si può essere estremamente seri nei dilettanti e, al contrario, poco seri nel professionismo. La categoria, da sola, non fa la differenza.

Lei ha un curriculum top, ha respirato il calcio ‘vero’, eppure adesso si confronterà con una realtà della quale conosce inevitabilmente poco. Come farà?
Con la massima umiltà, con la voglia di calarmi in una dimensione nuova, con la consapevolezza che ci saranno tanti problemi da affrontare, ma anche con la volontà di chiedere aiuto e di circondarmi di persone fidate. Sarà un’esperienza che mi completerà. Certo, affronterò allenatori che in questo contesto sono molto più preparati di me e avrò grande rispetto. Però dovremo lavorare su di noi, sui nostri principi, sulla nostra identità, con profilo basso e con la voglia di crescere giorno dopo giorno.

Se le chiedo di parlare di obiettivi?
Dico che il primo, imprescindibile, è la creazione di un gruppo. Sano, coeso e con dei valori. Tutto il resto è una logica conseguenza. Sono grato alla famiglia Delconte che mi ha dato questa opportunità, voglio ripagare la fiducia e soprattutto voglio lasciare qualcosa ai miei giocatori, specialmente a quelli più giovani. A livello umano prima ancora che tecnico, pensando al loro percorso.

Ultima domanda: ha vinto molto in carriera, ha un ricordo al quale è particolarmente legato?
Ho vissuto diverse esperienze belle, sia da calciatore che da allenatore. Gli anni di Tortona mi hanno dato grandi soddisfazioni, ma anche le tre stagioni a Benevento, con tanto di vittoria del campionato, hanno rappresentato un passaggio importante della mia vita.

 

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