Giugno, un mese di caldo senza precedenti in tutta la provincia
I dati raccolta da Arpa: dodici giorni di disagio forte, quattro di disagio moderato e due di disagio debole
ALESSANDRIA – Caldo, che fare. Dodici giorni di disagio forte, quattro di disagio moderato e due di disagio debole. Sono i numeri con i quali Arpa sintetizza l’andamento del clima in un mese di giugno che ha fatto la storia nella nostra regione. Le temperature massime dal 28 al 30 giugno in pianura si sono attestate tra i 36 e 39 °C e sono stati raggiunti una quindicina di record nelle massime giornaliere. In provincia di Alessandria il valore maggiore è statoraggiunto il 28 giugno 2026 con i 40.3° raggiunti a Lobbi. Per quanto riguarda le temperature minime, il giorno con il valore più alto è stato il 23 giugno ad Asti e Alessandria. Numeri che non possono non indurre a una riflessione sull’andamento della situazione.
In Provincia di Alessandria sono state registrate anche 9 notti con una temperatura superiore ai 20 gradi, uno scenario al quale non siamo abituati. “Dal confronto – si legge nel rapporto stilato da Arpa – con i dati storici disponibili, l’ondata di calore del giugno 2026 è tra le più intense e durature in Piemonte. Le medie regionali delle temperature medie mensili e delle massime giornaliere del giugno 2026 si collocano al secondo posto come mese più caldo della serie storica dal 1958, preceduto dal giugno 2003 e seguito dal 2025; le medie delle minime si collocano al terzo posto dopo il 2003 e il 2025. L’anomalia di temperatura media mensile sul Piemonte rispetto al periodo di riferimento del 1991 – 2020 è stata di +3,5 °C”.
Fase complessa
Arpa ha già confermato che l’estate 2026 sarà molto complessa sul fronte del caldo. La tregua concessa da questi primi dieci giorni di luglio non deve ingannare. Sarà necessario di armarsi di sana pazienza ed essere consapevoli che il trend osservato negli ultimi anni sarà confermato anche nel 2026.«Le mappe di temperatura mostrano una generale anomalia positiva sul Piemonte – si legge nella relazione presentata qualche giorn fa – Il mese di giugno risulta il meno caldo. A luglio si osservano i primi segnali di un aumento termico generalizzato, tuttavia l’arco alpino occidentale sembra ancora escluso dall’anomalia più spiccata. Ad agosto l’anomalia termica raggiunge il valore massimo, come mostrato da oltre l’80% dei modelli, di cui più della metà fornisce indicazioni di un periodo molto più caldo della media».