Carburanti più cari in Piemonte, Cna: «I rincari pesano su artigiani e piccole imprese»
Economia
13 Luglio 2026
ore
13:42 Logo Newsguard
L'allarme

Carburanti più cari in Piemonte, Cna: «I rincari pesano su artigiani e piccole imprese»

Benzina e gasolio aumentano più del prezzo del petrolio. Genovesio e Zanzottera chiedono un monitoraggio dell'intera filiera per garantire trasparenza e tutelare imprese e famiglie

ALESSANDRIA – Il rincaro dei carburanti torna a pesare sui bilanci delle piccole imprese piemontesi. A lanciare l’allarme è Cna Piemonte, che evidenzia come gli aumenti registrati alla pompa siano superiori rispetto alla crescita del prezzo del petrolio. Con effetti diretti sui costi di gestione di artigiani, trasportatori e imprese del territorio.

Secondo i dati diffusi dall’associazione, a fine febbraio il Brent quotava circa 70,75 dollari al barile, mentre oggi ha raggiunto 76,56 dollari, con un incremento dell’8,2%. Nello stesso periodo la benzina self-service è passata da 1,670 a 1,855 euro al litro (+11,1%), mentre il gasolio è salito da 1,720 a 1,941 euro al litro (+12,8%).

I costi aumentano per famiglie e aziende

L’impatto economico è immediato. Un pieno da 50 litri costa oggi circa 9,25 euro in più per la benzina e oltre 11 euro in più per il gasolio. Per un’impresa che consuma 1.000 litri di carburante, il maggiore esborso arriva a 185 euro per la benzina e 221 euro per il gasolio.

«Le nostre imprese stanno affrontando una nuova fase di forte pressione sui costi operativi – osserva Delio Zanzottera, segretario regionale di Cna Piemonte –. L’aspetto più preoccupante è che gli aumenti alla pompa risultano superiori rispetto all’incremento del prezzo del greggio. È una dinamica che comprime ulteriormente i margini delle piccole imprese, già alle prese con un mercato caratterizzato da forte incertezza».

«Quando il petrolio scende, i prezzi calano troppo lentamente»

Cna punta inoltre l’attenzione sul diverso comportamento del mercato nelle fasi di ribasso delle quotazioni petrolifere. «Ogni volta che si verificano tensioni sui mercati energetici – aggiunge Zanzottera – i prezzi salgono con estrema rapidità. Quando invece il costo del petrolio diminuisce, il ritorno verso valori più bassi è molto più lento e spesso soltanto parziale. È un meccanismo che finisce per scaricare sistematicamente su imprese e famiglie il peso degli aumenti».

Per questo l’associazione chiede un controllo costante non solo durante le fasi di crescita dei prezzi, ma anche quando le quotazioni internazionali tornano a diminuire.

Il presidente regionale Giovanni Genovesio sollecita maggiore trasparenza lungo tutta la filiera. «Non possiamo permettere che gli squilibri del mercato energetico ricadano ancora una volta quasi esclusivamente sulle piccole imprese e sulle famiglie. Chiediamo che venga rafforzato il monitoraggio dell’intera filiera, dalla quotazione internazionale al prezzo industriale fino alla distribuzione, affinché il mercato operi con regole chiare e pienamente trasparenti».

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