Crisi idrica in Piemonte, Confartigianato: “Alessandria perde il 28,9% dell’acqua”
La siccità e le alte temperature preoccupano il sistema produttivo. Oltre 125mila addetti operano nei settori più idro-esigenti. Felici: «Servono invasi e manutenzione della rete»
ALESSANDRIA – La crisi idrica in Piemonte torna ad accendere i riflettori sulle conseguenze economiche della siccità e delle elevate temperature. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Piemonte. Che evidenzia come la scarsità d’acqua possa mettere in difficoltà migliaia di imprese, comprese numerose realtà della provincia di Alessandria. Un territorio già interessato nelle ultime settimane da un crescente deficit idrico.
Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, basata sull’indicatore di intensità d’uso dell’acqua elaborato da Istat, in Piemonte operano oltre 10mila imprese appartenenti ai dieci settori produttivi a maggiore consumo idrico, con circa 125mila addetti.
Di queste, circa 7mila sono imprese artigiane, nelle quali lavorano 28mila persone. Il comparto artigiano rappresenta quasi il 67% delle aziende piemontesi operanti nei settori definiti “water intensive”. E che oggi sono particolarmente esposti agli effetti della siccità. Tra le attività maggiormente interessate figurano sia il comparto manifatturiero sia numerosi servizi alla persona. Come ad esempio lavanderie, parrucchieri ed estetisti, nei quali l’acqua costituisce una risorsa indispensabile per l’attività quotidiana.
Alessandria perde quasi il 29% dell’acqua immessa in rete
Alla preoccupazione per la scarsità delle risorse si aggiunge quella legata allo stato delle infrastrutture. Secondo un’elaborazione della Cgia di Mestre, richiamata da Confartigianato, in Piemonte ogni giorno vengono immessi nelle reti acquedottistiche 359 litri pro capite. Peccato che ben 127 litri si disperdano, pari a una perdita del 35,4%.
Per quanto riguarda i capoluoghi piemontesi, Alessandria registra una dispersione del 28,9%. Un dato inferiore rispetto a Verbania (43%), Novara e Cuneo (31,5%) e Biella (30,7%). Ma superiore a Torino (25,6%), Vercelli (22,2%) e Asti (19,2%). Numeri che confermano come anche sul territorio alessandrino il tema dell’efficienza della rete idrica rappresenti una priorità.
L’appello di Confartigianato
Il presidente di Confartigianato Piemonte, Giorgio Felici, richiama la necessità di affrontare il problema con interventi strutturali. «La Regione Piemonte ha annunciato di voler chiedere lo stato di emergenza se non cambieranno le condizioni meteorologiche. Una situazione che potrebbe penalizzare pesantemente soprattutto le imprese artigiane, che rappresentano la maggioranza delle attività a maggiore consumo d’acqua», osserva.
Felici sottolinea inoltre come il problema si ripresenti puntualmente ogni estate. «Occorre utilizzare le risorse del Pnrr per realizzare nuovi invasi e intervenire sulla manutenzione delle reti idriche. Non possiamo continuare a scaricare responsabilità e disagi su cittadini e imprese attribuendo tutto al cambiamento climatico. Servono programmazione e investimenti per evitare di rincorrere ogni anno l’emergenza».
Una sfida strategica anche per Alessandria
Per il territorio alessandrino la questione assume un valore ancora più rilevante considerando le recenti analisi di Arpa Piemonte. Che hanno evidenziato condizioni di severità idrica in diverse aree della regione e un progressivo calo delle portate dei corsi d’acqua.
In questo contesto, la modernizzazione delle infrastrutture idriche e la riduzione delle perdite diventano elementi fondamentali non soltanto per la tutela ambientale. Ma anche per garantire continuità produttiva alle imprese e sicurezza negli approvvigionamenti per cittadini e attività economiche.