Fauna selvatica, Coldiretti Piemonte: “Risarcimenti all’83% insufficienti”
L'organizzazione agricola scrive alla Regione chiedendo il rimborso totale dei danni provocati da cinghiali e fauna selvatica. "Con il ritorno della peste suina non si possono penalizzare ancora le imprese"
ALESSANDRIA – Torna al centro del dibattito il tema dei danni provocati dalla fauna selvatica alle aziende agricole piemontesi. Coldiretti Piemonte chiede alla Regione di rivedere il sistema degli indennizzi. Giudicando insufficiente la decisione di riconoscere anche per il 2025 un risarcimento pari all’83% dei danni subiti.
Una richiesta che arriva mentre cresce nuovamente la preoccupazione per la peste suina africana. Una emergenza che continua a interessare anche il territorio della provincia di Alessandria, tra le aree maggiormente coinvolte dalla diffusione del virus.
“Le imprese non possono essere penalizzate”
Secondo Coldiretti Piemonte, il contesto economico nel quale operano le aziende agricole rende ancora più urgente un intervento della Regione. «Basta penalizzare le imprese – dichiarano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale –. Soprattutto quando il numero degli abbattimenti dei cinghiali rimane del tutto insufficiente».
L’organizzazione evidenzia come gli indennizzi non rappresentino una soluzione definitiva al problema. Ma costituiscano almeno un sostegno indispensabile per le aziende che vedono compromessa parte della propria produzione a causa della presenza incontrollata della fauna selvatica.
Per questo Coldiretti ha inviato una lettera ufficiale al presidente della Regione Alberto Cirio e all’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni. Chiedendo un intervento immediato. L’obiettivo è ottenere il risarcimento integrale dei danni. E, anche, una diversa programmazione delle risorse, evitando che si ripetano le criticità già registrate nelle annualità 2024 e 2025.
“Servono risorse adeguate”
Secondo Coldiretti, gli stanziamenti attuali non sono sufficienti a garantire una reale tutela delle imprese agricole. «L’indennizzo non costituisce certo la soluzione del problema – concludono Brizzolari e Rivarossa –. Ma rappresenta il corretto sostegno a quelle aziende che, loro malgrado, vedono sacrificata parte della propria redditività. Le risorse oggi disponibili risultano mortificanti per un comparto che rappresenta un settore strategico dell’economia piemontese».
L’associazione rinnova quindi l’appello affinché la Regione introduca un sistema di finanziamento stabile e adeguato. Capace di garantire il rimborso totale dei danni provocati dalla fauna selvatica e di sostenere concretamente le aziende agricole del territorio.