Ovada-Alessandria, a Rocca Grimalda la terza serata dei pendolari
Appuntamento domani sera, venerdì 17 luglio, alle 21 alle cantine di Palazzo Borgatta
ROCCA GRIMALDA – Prosegue la mobilitazione del territorio per la riapertura della linea ferroviaria Ovada-Alessandria. Si terrà domani sera, venerdì 17 luglio alle 21 alle cantine di Palazzo Borgatta a Rocca Grimalda, il terzo incontro organizzato dall’Associazione Pendolari Ovadese. Obiettivo dei promotori è proseguire nell’opera di sensibilizzazione della popolazione.E, così, sostenere la raccolta firme avviata qualche settimana fa.
“Le notizie di quest’ultimo periodo – spiega Marco Martini, presidente dell’associazione e storico promotore della battaglia per la riattivazione della tratta – ci confortano. Ma noi non ci fermeremo fino a quando il risultato non sarà ottenuto”. Un paio di settimane fa ad illustrare l’ipotesi di riapertura della linea interrotta al traffico passeggeri dal 2012 furono i consiglieri regionali Davide Buzzi Langhi (Forza Italia) e Domenico Ravetti (Pd). Impegnati in un’insolita azione bipartisan.
A livello istituazionale, a prendere atto del tentativo è stato l’Ordine del giorno approvato la sera dopo la prima assemblea della Loggia di San Sebastiano dal Consiglio Comunale di Ovada. Il documento è destinato a seguire lo stesso iter anche nei consigli dei piccoli paesi che si affacciano sulla linea.
Ipotesi concreta
La linea Ovada-Alessandria potrebbe riaprire tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. Il nodo della sostenibilità economica rimane comunque centrale a fronte degli studi effettuati in questi anni. Nel 2012, anno nero per il trasporto pubblico locale su rotaia nella nostra regione, la linea fu chiusa a causa di un’utenza ritenuta insufficiente per giustificare l’investimento. “La linea – ha commentato qualche settimana fa il sindaco di Ovada, Gianfranco Comaschi – dovrà riaprire subito. E con un servizio importante. In modo da spingere i pendolari ad usufruirne regolarmente”.
In passato, a perorare questa linea fu anche Legambiente attraverso la sua campagna “Futuro sospeso”. L’investimento per la riattivazione della linea sarebbe meno ingente di quello sostenuto su altre direttive. Questo, perchè la tratta è sempre stata utilizzata per la movimentazione delle merci tra Genova e il retroporto alessandrino.