San Giuliano Vecchio: calcinacci tra le tombe, il degrado che offende la memoria
Frammenti di intonaco caduti e non rimossi raccontano lo stato di abbandono del cimitero. Un luogo che merita manutenzione, sicurezza e rispetto per chi vi si reca per onorare i propri cari
SAN GIULIANO VECCHIO – Calcinacci tra le tombe: quando il degrado offende anche la memoria dei nostri cari. Non sono soltanto calcinacci. Sono il simbolo di un degrado che, in un luogo come il cimitero, assume un significato ancora più grave. Frammenti di intonaco caduti e lasciati esattamente dove si trovavano, senza che nessuno si sia premurato di rimuoverli o di mettere in sicurezza l’area. Un’immagine che racconta più di tante parole lo stato di abbandono in cui versano molti cimiteri.
Il camposanto non è uno spazio qualsiasi della città. È il luogo dove si custodisce la memoria di una comunità, dove si va a trovare un padre, una madre, un figlio, un fratello o un amico che non c’è più. È uno dei pochi luoghi che quasi tutti, prima o poi, sono chiamati a frequentare nei momenti più delicati della propria esistenza, quando il dolore è ancora vivo e il bisogno di raccoglimento diventa essenziale.
Per questo vedere calcinacci sparsi, segni evidenti di incuria e manutenzione assente, provoca indignazione. Non si tratta soltanto di un problema estetico o di decoro urbano. C’è anche un evidente tema di sicurezza per i visitatori, molti dei quali sono anziani. Ma soprattutto c’è una questione di rispetto.
Serve rispetto
Il culto della sepoltura accompagna l’umanità fin dalla notte dei tempi. Ogni civiltà, dalle più antiche alle moderne, ha riconosciuto ai luoghi della sepoltura un valore sacro, indipendentemente dalla religione professata. Prendersi cura delle tombe e degli spazi destinati al riposo dei defunti significa preservare la memoria collettiva e testimoniare il rispetto verso chi ci ha preceduto.
Per questo motivo un cimitero trascurato comunica il messaggio opposto: quello di una comunità che rischia di dimenticare il valore dei propri luoghi della memoria. Non basta aprire i cancelli ogni giorno. Serve una manutenzione costante, interventi tempestivi quando si verificano cedimenti, pulizia, decoro e attenzione. Si sta lavorando, è vero, e la nuova gestione voluta dall’Amministrazione procede con i suoi interventi. Ma lasciare dei calcinacci a terra, senza rimuoverli, significa trasmettere un senso di abbandono proprio nel luogo dove le persone cercano silenzio e vicinanza ai propri affetti. È un dettaglio solo in apparenza marginale, perché spesso sono proprio i dettagli a raccontare il livello di cura riservato ai beni comuni.
I cimiteri meritano ben altro. Meritano di essere considerati una priorità e non un capitolo residuale della manutenzione pubblica. Perché il rispetto per i defunti passa anche attraverso il rispetto dei luoghi che ne custodiscono il ricordo. E una comunità si misura anche da come sa prendersi cura della memoria dei propri cari.