Polizia locale: Alessandria protagonista del progetto regionale delle unità cinofile
L'assistente Grazia Bavuso e il cane Kalika tra i primi cinque nuclei coinvolti nella sperimentazione voluta dalla Regione. Cirio e Bussalino: «Un modello innovativo che rafforza la sicurezza dei territori»
TORINO – Alessandria entra a far parte del primo progetto regionale dedicato alle unità cinofile della Polizia locale. Iniziativa presentata al Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore alla Sicurezza Enrico Bussalino. E punta a creare una rete operativa tra i Comandi piemontesi, mettendo a sistema le professionalità già presenti sul territorio.
Alla fase sperimentale partecipano i Comandi di Oleggio, Alessandria, Asti, Biella e Novara. Per Alessandria presente l’assistente Grazia Bavuso con l’unità cinofila Kalika, insieme agli altri operatori selezionati per avviare il progetto. L’obiettivo è costituire il primo gruppo di unità cinofile della Polizia locale a valenza regionale. Capace di fornire supporto operativo ai Comuni piemontesi attraverso un sistema coordinato.
Il progetto della Regione Piemonte
«Si tratta di un progetto innovativo che punta sulla collaborazione tra enti locali e sulla valorizzazione delle competenze già esistenti – dichiarano il presidente Alberto Cirio e l’assessore Enrico Bussalino –. L’obiettivo è superare la frammentazione degli interventi, creando una rete capace di garantire un supporto rapido ed efficace ovunque ce ne sia bisogno».
Le unità cinofile saranno impiegate nelle attività di prevenzione e controllo del territorio, dal contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti alla ricerca di persone scomparse. Fino al supporto durante manifestazioni ed eventi pubblici.
Manifestazione di interesse e contributi
Il percorso prevede la pubblicazione di un avviso di manifestazione di interesse per individuare le unità cinofile già operative disponibili a entrare nella rete regionale. Successivamente verrà sottoscritto un protocollo d’intesa tra Regione ed enti aderenti per definire i presìdi territoriali. E uniformare così le modalità operative e costruire un sistema regionale condiviso.
La Regione avvierà inoltre le interlocuzioni con le autorità statali competenti. Per consentire, quando necessario, l’impiego delle unità cinofile anche oltre i confini territoriali dei singoli Comuni. Al termine della fase sperimentale, le unità aderenti potranno beneficiare di specifici contributi regionali per almeno tre anni. Obiettivo, consolidare un modello stabile al servizio della sicurezza delle comunità piemontesi.