Alessandria: AIA Syensqo, i Comitati agli enti: «Sei anni possono bastare, ora decidete»
I Comitati riuniti a luglio fuori dalla sede della Provincia dove si discute dell'autorizzazione integrata ambientale
Cronaca
Monica Gasparini   
4 Agosto 2026
ore
19:24 Logo Newsguard
Dossier Spinetta

Alessandria: AIA Syensqo, i Comitati agli enti: «Sei anni possono bastare, ora decidete»

Alla vigilia della Conferenza dei Servizi di domani, 5 agosto, sul rinnovo dell'Aia dello stabilimento di Spinetta Marengo, i comitati chiedono di concludere l'iter. E ribadiscono la richiesta di fermare produzione e utilizzo dei Pfas, avviare la bonifica del territorio e garantire la tutela sanitaria della popolazione esposta

ALESSANDRIA – “Sei anni possono bastare”: domani, 5 agosto, nuova Conferenza dei Servizi sull’Aia Syensqo, i comitati chiedono risposte. A sei anni dall’avvio del procedimento per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) dello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo, i comitati della Fraschetta chiedono che la Conferenza dei Servizi convocata per domani, 5 agosto, arrivi finalmente a una decisione.

Dopo il nuovo rinvio del 22 luglio, che avrebbe dovuto chiudere l’iter, i rappresentanti del territorio sottolineano come la vicenda si trascini da troppo tempo . Mentre continuano a pesare le preoccupazioni legate alla contaminazione ambientale e alla presenza di PFAS nell’area.

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“Decisione che incide sul territorio”

Nel comunicato viene anche evidenziata la scelta di fissare le ultime riunioni della Conferenza tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Un periodo che, secondo i comitati, rischia di ridurre l’attenzione pubblica su una decisione destinata a incidere sul territorio per il prossimo decennio.

Secondo quanto emerso nell’ultima seduta, il confronto di domani dovrebbe concentrarsi sui temi ritenuti centrali del procedimento. E quindi, emissioni in atmosfera, monitoraggio esterno e prescrizioni generali da inserire nell’Aia.

Gli attivisti e i cittadini ricordano che oggi sono disponibili dati che attestano la presenza di Pfas nell’ambiente. Che i monitoraggi dell’aria hanno rilevato sostanze come cC6O4 e ADV. E che, secondo quanto riportato nel comunicato, residenti della zona presentano Pfas nel sangue. Richiamano inoltre il procedimento penale per l’ipotesi di disastro ambientale colposo (bis), la cui prima udienza è fissata per il 16 novembre.

“Non si possono rinviare decisioni”

Per i Comitati, gli enti coinvolti non possono più rinviare le decisioni sostenendo di aver bisogno di ulteriori studi o monitoraggi. “Sei anni possono bastare”, affermano, chiedendo che venga chiarito quali sostanze saranno autorizzate. E, anche, quali Pfas potranno continuare a essere prodotti e utilizzati e quali limiti saranno imposti alle emissioni. E quali controlli verranno previsti per evitare nuovi casi di contaminazione.

Nel documento viene inoltre ribadita la contrarietà a una distinzione tra Pfas “buoni” e “cattivi”. Secondo i promotori del comunicato, l’intera classe è caratterizzata da sostanze persistenti e potenzialmente pericolose. E non sarebbe accettabile attendere che venga dimostrata la nocività di ogni nuova molecola.

I comitati concludono confermando le proprie richieste. Quindi, lo stop alla produzione e all’utilizzo di tutti i Pfas, la bonifica integrale del territorio e la presa in carico sanitaria della popolazione esposta. Ribadendo che le decisioni sul futuro della Fraschetta dovranno tenere conto di quanto accaduto negli ultimi anni.

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